ANISH KAPOOR
Macro
ROMA/ROME

A CURA DI/CURATED BY MARIO CODOGNATO

FINO/UNTIL 17/04


Portrait by Jillian Edelstein, 2012

HASHTAG SPACE / di MICHELE CIOLINO

AL MACRO DI ROMA IL TEMPIO MUSEO DELLO SCULTORE INDIANO 

TENSIONE E CONTRAPPOSIZIONI DIVENTANO METAFORE DEL VIVERE CONTEMPORANEO

L’ATMOSFERA DELLA MOSTRA SUGGERISCE UNA SACRALITÀ RITUALE: DALLE VISCERE SI RIAFFACCIA LO SPIRITO

“Luce e ombra, negativo e positivo, maschile e femminile, materiale ed immateriale, pieno e vuoto, concavo e convesso, lucido ed opaco, liscio e ruvido, naturale ed artificiale, rigido e morbido, solido e liquido, attivo ed inerte ed in definitiva ordine e disordine non sono che alcune delle polarità che concretizzano l’universo sensibile e che attivate o forgiate nella potenzialità sinottica e nella sensualità della forma dell’arte di Kapoor, metaforizzano e metabolizzano per induzione il mistero della vita”. 

Così si legge nell’introduzione alla grande mostra di Anish Kapoor al Macro di Roma nel testo curato da Mario Codognato. Queste parole sintetizzano il senso intimo e profondo dell’ultima testimonianza espressiva della così detta “nuova scultura inglese“ dell’artista di origine indiana. Il vincitore della Biennale di Venezia del 1990 crea opere che dialogano con lo spazio in maniera dinamica.

La tensione che connota il lavoro di Kapoor ne costituisce la cifra stilistica identificativa.

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HASHTAG SPACE / by MICHELE CIOLINO

THE TEMPLE MUSEUM OF THE INDIAN SCULPTOR AT THE MACRO IN ROME

TENSION AND CONTRAPOSITIONS TURNED INTO METAPHORS OF CONTEMPORARY LIFE

THE ATMOSPHERE OF THE EXHIBITION SUGGESTS A RITUAL SACREDNESS: FROM THE BOWELS, THE SPIRIT APPEARS AGAIN

“Light and shade, negative and positive, male and female, material and immaterial, full and empty, concave and convex, shiny and opaque, smooth and rough, natural and artificial, stiff and soft, solid and liquid, active and motionless, and, all in all, order and disorder are nothing but some of the polarities that actualise the perceivable universe and that, activated or moulded in the synoptic potentiality and sensuality of Kapoor’s art, turn into metaphor and metabolise the mystery of life by induction.”

This is what is written in the introduction to the great exhibition the Macro of Rome devotes to Anish Kapoor, in the book curated by Mario Codognato.

These words sum up the intimate and deep meaning of the latest expressive product of the “English new sculpture” of the artist, a native of India. The winner of the Biennale of Venice in 1990, Kapoor creates works able to converse with space in a dynamic way.

Kapoor’s work is marked by tension, the very core of his personal style.

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