La Tate St. Ives ricorda  uno dei più innovativi artisti britannici del ‘900, scomparso alla fine del secolo, con la più grande retrospettiva degli ultimi 20 anni

di Isabella Michetti

Interior with Garden Window: 1955, Private collection. ©Estate of Patrick Heron. All rights reserved, DACS 2018

45 grandi dipinti provenienti da collezioni pubbliche e private internazionali, in alcuni casi raramente esposti al pubblico. È l’omaggio della Tate St. Ives a Patrick Heron (1920-1999), figura di primo piano dell’arte astratta del dopoguerra: un’esposizione che raccoglie opere dal 1943 al 1996, arco temporale ampio che permette di constatare l’evoluzione del linguaggio dell’artista, astratto e fondato sul colore. È quest’ultimo l’elemento in primo piano: nelle parole di Heron, “il colore è sia forma sia contenuto, immagine e significato”.

Nato a Leeds e cresciuto proprio in Cornovaglia, Heron è prima di tutto pittore ma si cimenta anche con altre tecniche – dalle sciarpe in seta disegnate per l’azienda del padre, a soli 14 anni, alle vetrate della stessa Tate St. Ives. Le sue opere sono il risultato di un’attenzione profonda alla luce e ai suoi effetti sullo scenario quotidiano, impressioni delle quali si conserva l’eco anche nei dipinti maggiormente improntati all’astrattismo.

 

Five Discs: 1963
Oil paint on canvas – Private collection
©Estate of Patrick Heron. All rights reserved, DACS 2018

Così è nelle opere in cui si percepisce, ancorché lontana, un’intenzione di figurativismo – si veda Interior with Garden Window del 1955; ma anche nelle più caratteristiche grandi tele in cui predominano assoluti i colori, saturi e sgargianti, e le forme non sono che strumenti atti a  canalizzare la loro energia (Square Green with Orange, Violet and Lemon, 1969). L’esposizione vuole essere più di una retrospettiva convenzionale di carattere cronologico: è infatti organizzata in una successione di spazi e di giustapposizioni che coprono tutto l’arco della carriera di Heron, artista e insieme critico d’arte cui spetta un ruolo centrale nei dibattiti sull’arte contemporanea degli anni ’40 del secolo scorso. La mostra, in programma fino al 30 settembre, farà poi tappa alla Turner Contemporary di Margate, nel Kent, dal 19 ottobre al 6 gennaio 2019 (www.turnercontemporary.org/about).
A cura di Andrew Wilson e Sara Matson con Sarah Martin. 

PATRICK HERON
TATE ST. IVES
Porthmeor Beach, Saint Ives
19/05 – 30/09
Orari di aperture/Opening times
Tutti i giorni/Monday to Sunday 10.00–17.20
Catalogo/Catalogue Tate Publishing

In copertina: Patrick Heron in his studio at Eagles Nest c.1968
Photo by Mark Trompeteler
Courtesy the Estate of Patrick Heron 2018

Related Post