Carlo Carrà, Marina,1954

Il fascino di quei ruggenti anni ‘20

 

Tornabuoni Art porta la pittura del novecento italiano a Londra. Il movimento artistico, nato a Milano nel 1922, esprime più di ogni altro il desiderio di pace e di rigore dopo i fermenti della guerra. Morandi, Balla, de Chirico, Casorati, Severini, Carrà, sono alcune tra le firme degli oltre 30 lavori in mostra. In esposizione fino al 18 aprile opere provenienti dalla Collezione Roberto Casamonti, dalla Estorick Collection of Modern Italian Art e da una collezione privata. Il riferimento è alla “Prima mostra del novecento italiano” del 1926, in cui la figura chiave di Margherita Sarfatti determina la nascita e lo sviluppo del movimento. Amante di Mussolini, giornalista e scrittrice di grande cultura e fascino intellettuale, arriva a un enorme successo con la sua biografia ufficiale, “Dux”, nel 1925 in Inghilterra e poi in Italia, per poi mettersi al riparo in Argentina nel 1938 a causa delle leggi razziali antisemite. Le origini ebraiche e benestanti le permettono, infatti, un’istruzione di prima scelta per poi condannarla drammaticamente al voltafaccia dell’amante, conosciuto negli uffici del L’Avanti, quando curava una rubrica di critica d’arte. La Sarfatti, che da nubile faceva Grassini, nel corso della sua vita si circonda di artisti e letterati facendo del suo salotto un centro di scambio culturale e dal quale nasce l’interesse a riunire e promuovere i fondatori del movimento.

 

Nella galleria diretta da Ursula Casamonti opere museali di Morandi, Balla, De Chirico

 

“Neoclassicismo semplificato” è un altro termine con il quale si fanno chiamare, in contrapposizione alle avanguardie e in particolar modo agli aspetti sperimentali e impulsivi del futurismo. Nonostante le eterogeneità dei componenti, lo spirito comune è la necessità di tornare alla semplicità e alla tradizione, rinnovando l’ammirazione per i canoni antichi. Tre nature morte (1955, 1959, 1962) e un paesaggio (1932) di Morandi illuminano lo spazio espositivo con tutta la loro poesia. La forza che si cela dietro la delicatezza delle brocche e delle bottiglie che lo hanno reso celebre, sembra rievocare la storia del pittore silenzioso che dipinse quasi tutta la vita in casa, nella sua stanza. In loro compagnia frutta, fiori e oggetti del quotidiano, i soggetti più caratteristici, sono riuniti a delineare un movimento che del candore realistico ha fatto la regola. La direttrice Ursula Casamonti ricorda che la missione della galleria è quella di “diffondere e promuovere quanto più possibile l’arte moderna italiana”, dimostrando in questa rassegna curata da Flavia Frigeri, tutta la sua passione. “Morandi, Balla, de Chirico e la Pittura Italiana 1920 – 1950” è una immersione nell’eleganza e nella purezza di un periodo della storia dell’arte italiana che, con modi gentili, ci rappresenta con orgoglio in tutto il mondo.

Morandi, Balla, De Chirico
E la pittura italiana 1920 – 1950
Tornabuoni Art
Londra
A cura di
Flavia Frigeri
Fino al 18/04

Elena Altemura

 

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