ean Nouvel Louvre Abu Dhabi © Louvre Abu Dhabi Ph: Mohamed Somji

Sotto un’enorme cupola metallica un museo di 24mila metri quadri

 

Un’enorme e bassa cupola metallica di 180 metri di diametro, che dall’isola Sa’diyyat sembra protendersi sul mare. Ecco come si presenta al visitatore il Louvre Abu Dhabi, l’imponente museo inaugurato a fine 2017 e progettato dall’archistar Jean Nouvel. Non aspettatevi l’iconica piramide di vetro, e nemmeno la sterminata collezione di opere d’arte ospitate nella sede parigina. Se c’è una cosa che unisce la casa della Gioconda alla nuova opera architettonica è quel concetto di grandeur che i francesi hanno istituito e che, negli ultimi vent’anni, gli Emirati hanno saputo fare proprio, elaborandolo ed estremizzandolo fino a raggiungere vette mai viste, nel vero senso della parola. Al contrario della verticalità che siamo abituati ad associare a Dubai, però, Abu Dhabi è una città molto più orizzontale, e il suo museo d’arte non fa eccezione. Una struttura che occupa una superficie di 24.000 metri quadrati, costata la bellezza di 600 milioni di euro, di cui 525 solo per la possibilità di associare Abu Dhabi al nome Louvre.

 

I prestiti eccezionali dalla Francia finora non sono bastati a riempire gli abbondanti spazi espositivi

 

L’eccezionalità dell’opera sta proprio nella sua struttura, una sorta di colossale riproduzione ingigantita di una tipica medina di una città araba: gallerie, passaggi e collegamenti che danno vita a una luminosa qasba composta da oltre cinquanta ambienti, il cui tetto è un bizzarro cielo metallico a cupola. In mezzo a tutto questo, l’acqua: il mare circostante diviene tutt’uno con lo spazio espositivo, grazie a un continuo gioco di rientranze, canaletti, darsene e piscine che permettono anche un’insolita e gradevole frescura. A questa sorprendente e spettacolare esibizione di grandeur architettonica dovrebbe far da contraltare l’esposizione museale, un percorso che parte dal neolitico per arrivare all’arte dell’epoca post-globalizzazione, con l’obiettivo dichiarato di costituire un ponte culturale per la pace. Il “dovrebbe” è d’obbligo, purtroppo: finora la collezione che si è potuta ammirare è quasi scarna rispetto all’imponenza della struttura. Certo, nel corso della sua sinora breve vita, il Louvre Abu Dhabi ha usufruito di eccezionali prestiti da parte dell’omonimo museo parigino, ma anche dal Musée d’Orsay e dal Centre Pompidou, e ha messo in mostra eccellenze quali la Belle Ferronière di Leonardo da Vinci, la Madonna con Bambino di Giovanni Bellini, un Autoritratto di van Gogh. In generale, tuttavia, la collezione risulta quasi dispersa in mezzo a una sovrabbondanza qualitativa e quantitativa di spazio espositivo. I risultati? Oltre un milione di visitatori il primo anno. Per ora i numeri, quindi, danno ragione a chi ha fortemente voluto il museo. Bisognerà vedere se il trend verrà confermato e, soprattutto, se il novello Louvre riuscirà a dotarsi di una collezione in grado davvero di rivaleggiare, se non con quella del fratellone parigino, almeno con quelle dei tanti grandi musei della vecchia Europa.

 

Louvre
Abu Dhabi
Info: www.louvreabudhabi.ae

Anna Nolano

 

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