Pantheon - Roma

 

C’è sempre qualcosa di speciale in un diario che comincia, soprattutto in tempi così inquieti. Congiunzioni astrali, segni imperscrutabili del destino legati a date apparentemente senza senso, assolutamente casuali che costituiscono un rammendo tra passato e presente, con il dettato della propria penna. Segnare, più o meno quotidianamente, il calendario di questi giorni tristi e, più direttamente, i propri impulsi creativi, le proprie passioni individuali, quell’impiego del tempo che oggi resta il mestiere più difficile. Provando a conservare la propria originalità, il fioretto della propria ironia, dipingendo gli angoli della vita, anche quelli in penombra. Perché qualcosa resti sulla marina sabbiosa della nostra vita quotidiana, come la risacca di tante spiagge del mondo, attesa da molti per vedere, fino in fondo, quel che ancora indugia.

custodisce mille interessi. Giornalista, saggista, medico chirurgo plurispecialista, ma soprattutto napoletano, il mestiere forse più difficile e complesso. Ama la vivacità culturale, le tesi in penombra, la scrittura raffinata e ribelle. Ma ama anche la genialità del calcio e la creatività dell’arte. Crea le sue rubriche settimanali su alcuni quotidiani nazionali muovendosi sul pentagramma del costume, dei new-media, della cronaca. È stato più volte senatore e parlamentare della Repubblica perché era affascinato da quella battaglia delle idee che oggi sembra, apparentemente, scolorirsi.

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