Pantheon - Roma

 

C’è sempre qualcosa di speciale in un diario che comincia, soprattutto in tempi così inquieti. Congiunzioni astrali, segni imperscrutabili del destino legati a date apparentemente senza senso, assolutamente casuali che costituiscono un rammendo tra passato e presente, con il dettato della propria penna. Segnare, più o meno quotidianamente, il calendario di questi giorni tristi e, più direttamente, i propri impulsi creativi, le proprie passioni individuali, quell’impiego del tempo che oggi resta il mestiere più difficile. Provando a conservare la propria originalità, il fioretto della propria ironia, dipingendo gli angoli della vita, anche quelli in penombra. Perché qualcosa resti sulla marina sabbiosa della nostra vita quotidiana, come la risacca di tante spiagge del mondo, attesa da molti per vedere, fino in fondo, quel che ancora indugia.

Giuseppe Scalera

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