Due isole sul fiume Livenza 2020

La mancanza della consapevolezza che viviamo in un sistema dove tutto è profondamente interconnesso e che un’azione aspetta una reazione, la mancanza di attenzione e rispetto per l’altro che sia un essere vivente o l’ambiente in cui viviamo, sono le principali e assordanti assenze che generano i disagi da cui l’essere umano è sopraffatto e sono parte del mio percorso di ricerca. La mancanza di libertà determinata da un limite imposto, lo spazio attorno a questo limite è fine e inizio allo stesso tempo. Il confine è una linea tra il tutto e il nulla, è contemporaneamente unione e divisione.

Confini segnati dal sangue delle guerre o imposti dai muri della paura, sono testimoni della mancanza di una visione ampia, “macro” del mondo e della nostra breve esistenza. In questi giorni drammatici e surreali dove l’assenza dei ritmi quotidiani è rimbombante, i confini diventano le nostre case, i vetri dietro ai quali guardiamo con impazienza e nostalgia ad una primavera incipiente, i muri che ci rinchiudono in solitarie giornate di attesa o in affollati ambienti famigliari dove i limiti vengono spesso dimenticati.

Ma confini sono anche le mascherine che celano le nostre emozioni, il metro di distanza quando andiamo a fare la spesa, il modulo che compiliamo che delimita la nostra azione. Il confine tra la vita e la morte, tra la speranza e la disperazione è quello che oggi più che mai scandisce il nostro tempo in un in divenire dal ritmo lento e dilatato.

Di seguito una selezione di lavori della serie “Confini” – appartenenti al contenitore “The Gong Cities” – realizzati con la tecnica tassello/pixel ovvero l’inserimento di piccoli parallelepipedi a base quadrata e rettangolare, arrotondati che rappresentano sia gli edifici che gli individui di una città dove il singolo è importante in quanto elemento unico e originale ma è all’interno di un insieme che acquista valore e significato di unità.

Le riproduzioni delle foto appartengono alla mostra “Orizzonti e città d’acqua” a cura di Giovanni Granzotto, in programma alla fondazione Ragazzoni di Sacile nel periodo 21 marzo – 3 maggio, chiusa causa Coronavirus.

 

 

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