Daniel Steegman Mangrane Orange Orange 2001 Installazione Pirelli HangarBicocca Milano 2019 ph Agostino Osio

Ologrammi, installazioni e suoni per sovvertire la nostra comfort-zone

 

A Leaf-Shaped Animal Draws The Hand” si pone come percorso di riconfigurazione dei nostri processi mentali, in un dibattito che mette in discussione la relazione tra l’io e il mondo. All’HangarBicocca, fino al 19 gennaio 2020, l’ecosistema della nostra comfort-zone è pronto a essere sovvertito da Daniel Steegman Mangrané, artista spagnolo trapiantato a Rio de Janeiro, nella prima personale italiana. 20 opere per trasformare lo spettatore, attraverso l’interazione con elementi naturali e artificiali, che si interscambiano e si integrano. Così, la luce del giorno, in via del tutto eccezionale nello Shed, irrompe nel buio, come parte integrante della presa di coscienza di chi si presta alla visione, al contatto, all’ascolto, all’assaggio. L’esterno penetra l’interno e dilata l’atmosfera, tagliata dalle membrane semi-trasparenti dell’allestimento site-specific, Phantom Architecture, laddove una volta si fabbricavano locomotive.

 

Venti opere nella prima personale italiana dell’artista spagnolo che sfida il senso comune

 

Sfidato dai vetri ondulati di un terrario, lo spettatore cerca ossessivamente l’insetto stecco, l’ibrido  per eccellenza tra mondo vegetale e animale. In A Transparent Leaf Instead of the Mouth dimentica di essere osservato a sua volta, si illude, si compiace o rinuncia, in un moto circolare spontaneo, che si contrappone alla mobilità assoluta dell’atto di mimetizzarsi. Il soggetto/ oggetto, chiamato a indossare un visore in uno spazio vuoto, si immerge in un paesaggio tridimensionale, Phantom (Kingdom of all the animals and all the beasts is my name), che lo disloca in una foresta pluviale, come entità privata del corpo. In un’esperienza intima e al contempo pubblica, resta sospeso tra una dimensione in cui esiste e un’altra in cui si smaterializza, dove l’ammirazione per le biodiversità digitalizzate si mescola all’inquietudine del bianco e nero, spettrale. Un filtro fotografico arancione delimita a 360 gradi lo spazio creato per Orange Oranges, dentro il quale è possibile compiere un gesto concreto e familiare: prepararsi una spremuta. Al termine dell’esperienza, l’ambiente esterno si rivela poeticamente blu, per effetto di un processo di compensazione cromatica della vista. I paradossi di Mangranè dal 1998 a oggi sabotano e provocano le nostre percezioni e i nostri schemi ontologici, in un’avventura tra ologrammi, sculture, installazioni, film e suoni che, forse, ci cambierà per sempre.

 

Daniel Steegmann
Mangrané
A leaf-shaped animal
Draws the hand

Hangar Bicocca
Milano
A cura di
Lucia Aspesi
Fiammetta Griccioli
Fino al 19/01/2020

Elena Altemura

 

 

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