di Antonella Criscuolo

Quando dici Guernica, dici Picasso. Dici tragedia, guerra, bombardamento. O almeno, questa era l’interpretazione a cui ci eravamo abituati. Ma sembrerebbe non essere così. Secondo lo storico d’arte spagnolo José Maria Juarranz de la Fuente l’opera, la più famosa di Picasso, non si riferirebbe al bombardamento del 1937 sulla città basca. Al contrario, il capolavoro, realizzato lo stesso anno, sarebbe autobiografico, sarebbe un “ritratto di famiglia”.

Affermazioni che cambierebbero un punto di vista globale e che vengono riportate nel libro scritto dallo storico, intitolato “Guernica. La obra maestra desconocida” (Guernica. L’opera maestra sconosciuta), presentato la scorsa settimana e realizzato dopo 14 anni di indagini molto accurate.

Stando a quanto riporta il quotidiano spagnolo El País, l’analisi di Juarranz si basa su diversi aspetti, tra cui quello delle tempistiche di realizzazione dell’opera, iniziata da Picasso prima del bombardamento. Inoltre, esamina Juarranz, “quando ci fu il bombardamento, lui (Picasso) si trovava fuori da Parigi, con la sua amante di allora, Marie-Thérèse Walter, e la loro figlia, Maya. La guerra spagnola non lo preoccupava. Non aveva alcun tipo di interesse per i fatti politici”.

Altra curiosità, un dettaglio non trascurabile: il titolo. Sembra che gli sia stato attribuito da un amico di Picasso, che al vedere le immagini cruente dipinte dal padre del cubismo, avrebbe esclamato “Guernica!”. Di lì, l’artista – che lo storico definisce “opportunista e gran venditore di se stesso” – colse l’idea al volo e contribuì così a creare “confusione” sul significato di Guernica. Una confusione estesa dalla “sinistra e dai repubblicani”.

Ma se davvero il celebre capolavoro fosse un ritratto di famiglia, chi sarebbero i soggetti?

Juarranz non ha dubbi: il toro è sicuramente lui, Picasso. “Vede se stesso come un re”. La donna e il bambino sarebbero Marie Thérèsse Walter e sua Maya, mentre il cavallo farebbe riferimento alla moglie Olga Koklova, alla quale egli aveva chiesto il divorzio.

Il soldato accasciato al suolo è Carlos Casagemas, l’amico morto suicida a 20 anni, per il rifiuto di una donna a causa della sua impotenza. 

Non poteva mancare la fotografa Dora Maar – ritratta come un piccolo uccello – altra amante dell’artista di Malaga.

“Sia la donna con la lampada che quella che poggia un ginocchio sul pavimento – spiega ancora lo storico spagnolo – evocherebbero sua madre, ritratta nel drammatico momento del terremoto di Malaga”.

C’è poi la figura ritratta con le braccia alzate verso l’alto. Una sorta di “angelo in fiamme”, secondo Juarranz.

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