IL GIARDINO DI ZYZ. GIANFRANCO MEGGIATO. MATERA 2019

Vedremo il mondo con occhi nuovi

Niente come una pandemia che colpisce indistintamente cinesi, e americani, europei e russi, benestanti e nullatenenti ci rende consapevoli di come siamo tutti collegati, cellule di uno stesso organismo ammalato, di come in realtà tutto sia Uno. Il tema del “Tutto è Uno” è stato il fondamento della mia ultima installazione a Matera tra luglio e settembre 2019 in occasione di Matera Capitale Europea della Cultura. In questo contesto ho posto sulla cima del belvedere che guardava ai sassi un’installazione di 26 metri di lunghezza composta da circa 5mila sacchi colorati con i sette colori della pace. La forma scelta è stata la mano, simbolo di unione tra le culture, la mano che per i mussulmani è di Fatima, per gli ebrei è di Miriam, per i cristiani ortodossi è di Maria e per i cattolici è simbolicamente la mano dell’accoglienza verso il diverso. A pandemia finita solo un nuovo approccio alla diversità vista, come occasione di crescita e arricchimento e non di divisioni, nel rispetto delle differenti culture, può farci crescere come organismo umano.

Proprio questo deve secondo me essere l’insegnamento più importante di questa esperienza terribile che sta facendo l’umanità, unitamente alla consapevolezza che anche le cose più semplici e che davamo per normali e scontate sono diventate improvvisamente importanti e preziose e ci faranno vedere il mondo con occhi nuovi, come fosse la prima volta che lo vediamo, assaporando la libertà di poter fare una passeggiata senza restrizioni.

L’Arte per sua natura deve sempre essere collegata al proprio tempo, trovando anche il coraggio di indicare una via, una strada per stimolare la crescita dell’organismo umano nella consapevolezza che anche i momenti peggiori della nostra esperienza, magari sono proprio quelli più importanti che abbiamo per capire e per crescere.

 

La mostra è a cura di Daniela Brignone.
Le foto sono di Paolo Ferraina

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