Gianfranco Meggiato: Coincidentia oppositorum

COPERTINA/ di PAOLO MAGRI

GENESIS
Gianfranco Meggiato
Scuola Nuova della Misericordia
VENEZIA
4/02 – 25/03

NELL’ANTOLOGICA “GENESIS” LE TRADIZIONALI OPPOSIZIONI SI FONDONO IN UNA SINTESI POTENTE

Esiste un pregiudizio storico che contrappone due aggettivi: classico e anticlassico. Da una parte c’è il razionale, l’universale, la mimesi della natura, la forma perfetta. Dall’altra c’è l’irrazionale, l’istintivo, il particolare, il capriccio della fantasia.

Lo scultore Gianfranco Meggiato

Ma, in questo inizio del XXI secolo, c’è chi ha assimilato la rottura delle avanguardie artistiche senza reiterarne all’infinito l’atto distruttivo, anzi ha saputo trarre dalle loro innovazioni gli strumenti e la sensibilità per reinventare un nuovo equilibrio creativo e compositivo che oltrepassi la contrapposizione tra classico e anticlassico. È questo il caso di Gianfranco Meggiato, scultore veneziano, classe 1963, che dalla fine degli anni ‘70 ha sviluppato un linguaggio che fonde equilibrio e instabilità, solidità e leggerezza, regolarità e stravaganza. Negli anni, l’artista ha scavato progressivamente nella materia scultorea e nell’anima dell’uomo, indagando la profondità degli oggetti. Ha ricreato un magma primordiale con cui plasmare le opere, scoprendo la genesi della materia, la natura naturans da cui tutto deriva e che tutto genera. E proprio “Genesis” si intitola la mostra antologica su Gianfranco Meggiato allestita con il coordinamento tecnico della Galleria Orler di Venezia alla Scuola Nuova della Misericordia di Venezia dal 4 febbraio al 25 marzo.

Nell’imponente edificio del 1583 attribuito al Sansovino, restaurato nel 2016 dal Gruppo UMANA e per la prima volta adibito a spazio espositivo, l’impatto scenico è maestoso. Le opere si succedono nella navata centrale e in quelle laterali:  da Antares a Sfera gaia, da Stella del mattino a Oltre a Incontro, fino all’opera monumentale Verso la libertà posta sul plateatico. Il catalogo della rassegna è a cura di Maurizio Vanni, con testo critico di Luca Beatrice e prefazione di Stefano Zecchi. L’esposizione ripercorre l’evoluzione poetica e intellettuale dello scultore, la ricerca plastica che si fa metafora del cosmo. Le numerose sfere richiamano l’uovo cosmico, l’origine della vita e, allo stesso tempo, assumono un valore apotropaico, alchemico. Con Meggiato le scienze occulte di sapore rinascimentale si fondono alla fisica quantistica, per descrivere le forze dell’universo delle quali l’uomo fa parte e da cui è influenzato.

La materia e l’anima non hanno più ragione di contrapporsi, insieme formano la complessità del micro e del macrocosmo, e le sculture rappresentano la loro unione, ne sono la metafora: non esiste un dentro e un fuori, un pieno e un vuoto, la vera protagonista è l’aria che lega le parti della “introscultura”, come la definisce l’artista stesso.

Nelle opere di Meggiato, forme dal carattere tecnologico e meccanico si confondono con forme biologiche, organiche, evocando simboli misteriosi, ancestrali mitologie, perché la “simbologia è alla base dell’espressione artistica sin dai primordi”, dice l’artista. Questo sincretismo espressivo si manifesta anche nelle tecniche utilizzate: l’intenzione artistica, la mimesi classica, incarnata dal marmo e dalla fusione a cera persa, si sposa con una sapienza artigianale che ricorda la tradizione orafa.

Ne scaturisce un’opera complessa e sintetica, intellettuale e spontanea, la cui intricata scrittura non richiede d’essere decifrata. Gianfranco Meggiato riconcilia le forme della cultura con quelle della natura, la verosimiglianza si riunisce con le forze che l’hanno creata. Classico e anticlassico non si contrappongono più. Con questo artista abbiamo scoperto che tutto è metafora, che la natura è astratta.


COVER STORY/ by PAOLO MAGRI

IN THE ANTHOLOGY CALLED “GENESIS”, TRADITIONAL OPPOSITIONS FUSE TOGETHER INTO A POWERFUL SYNTHESIS

Historical bias contrasts two adjectives: classical and non-classical. On the one hand, there are rationality, universality, the imitation of nature, and perfect shapes.
On the other hand, there are irrationality, instinct, the part, and the whims of imagination. Nevertheless, at the beginning of the XXI century, some people have digested the break with art avant-gardes, stopping the never-ending reitera on of destructive acts, learning from avant-garde innovations, and developing the instruments and the sensitivity necessary to reinvent a new creative and composiyional balance able to move beyond the opposition between classical and non-classical.

That is the case with Gianfranco Meggiato, the Venetian sculptor born in 1963. Since the end of the 70s, Meggiato developed an art language able to fuse together balance and unsteadiness, solidity and lightness, orderliness and extravagance. Over the years, the artist has delved into sculptural matter and the human soul, inspecting the depths of all objects. He created a primeval magma he shapes into art works, uncovering the genesis of matter, the natura naturans that produces all and ordains all.

Not surprisingly, “Genesis” is the title of the anthology exhibition on Gianfranco Meggiato set up by the Scuola Nuova della Misericordia – with the technical coordination of the Galleria Orler – in Venice from February 4 to March 25.

In the 1583 stately building attributed to Sansovino restored in 2016 by Gruppo UMANA and used as an exhibition space for the first time, the visual impact is tremendous. Works follow each other in the centre and side naves: from Antares to Sfera Gaia, from Stella del mattino and Oltre a Incontro to the monumental Verso la libertà, placed on a stall. The exhibition catalogue is curated by Maurizio Vanni, with critical text by Luca Beatrice and preface by Stefano Zecchi.

The exhibition traces the sculptor’s poetic and intellectual development, his plastic research that turns into a metaphor of the cosmos. The many spheres recall the cosmic egg, the origins of life and, at the same time, gain apotropaic and alchemic meanings. Meggiato fuses together Renaissance occult sciences with quantum physics, in order to describe the forces of the universe that affect and include man.

Matter and soul have no reason to be opposed to each other anymore; together, they make up the complexity of the micro and the macrocosm. Meggiato’s sculptures represent and symbolize this union: there are no inside and outside, no full and empty, since the very protagonist is the air that connects the various parts of the “intro-sculpture”, as the artist himself names this kind of work. In Meggiato’s works, technological and mechanical shapes blend in with biological, organic shapes, conjuring mysterious symbols and ancestral mythologies, because “symbolism has been at the core of art expression since the beginnings”, says the artist. Meggiato’s expressive syncretism also emerges in the techniques he uses: artistic intent and classical mimesis, materialised in marble and cast using the lost wax process, unite with artistry, recalling the goldsmith tradition.

These techniques lead to complex and yet synthetic, intellectual and yet spontaneous works that require no deciphering of their intricate structure. Gianfranco Meggiato reconciles the forms of culture with those of nature, and reunites verisimilitude with the forces that created it. Classical and non-classical are opposed to each other anymore. This artist taught us that everything is metaphor, and nature is abstract.