Giammarco Puntelli / Fame chimica di bellezza · A chemical Desire for Beauty

L’ALTRA COPERTINA • di BEATRICE CIVALLERO

INFINITY, IL PROGETTO ESPOSITIVO DI GIAMMARCO PUNTELLI

“Parigi, Londra, Shanghai, Barcellona, Dublino, New York: a qualsiasi latitudine e longitudine l’arte impatta sull’uomo con un’efficacia che non riguarda solo una categoria di pensiero filosofico o un esercizio di mentalismo, ma interessa la nostra chimica, la fisiologia ad essa legata, il sistema immunitario. Ecco perché icone e simboli hanno un significato così importante nella nostra vita e nei cambiamenti legati alla storia dell’individuo anche da un punto di vista fisico”.

Giammarco Puntelli commenta così, dopo “Imagine 2014” e “Il Labirinto dell’ipnotista” nel 2016, il suo nuovo progetto che nasce da mesi passati in viaggio, riflessioni, appunti e frequentazioni nei musei.

Se “Imagine 2014” voleva dimostrare la naturale capacità degli artisti di lavorare sul cambiamento mentale e sociale, affrontando il periodo storico da più punti di vista e sensibilità, “Il Labirinto dell’ipnotista”, partendo dai dipinti di Goya, van Gogh e Rembrandt, approfondiva la drammatica presenza di una tela bianca investita dal flusso di coscienza dell’artista, ora “Infinity” scende in profondità, valutando un aspetto dell’arte che non riguarda la storia, ma la scienza.

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THE OTHER COVER STORY • by BEATRICE CIVALLERO

INFINITY, GIAMMARCO PUNTELLI’S EXHIBITION PROJECT

“Paris, London, Shanghai, Barcelona, Dublin, New York; at all latitudes and longitudes, art has a great impact on man, affecting not only philosophical thought and exercises in mentalism, but also our chemistry, the physiology depending on it and our immune system. That’s why icons and symbols play such a crucial role in our lives and in changes related to the history of the individual studied from a physical perspective.”

After “Imagine 2014” and the 2016 exhibition called “Il labirinto dell’ipnostista”, this is what Giammarco Puntelli said about his new project, devised during months of travels, reflections, notes and visits to museums.

Whereas “Imagine 2014” was aimed at showing the artist’s natural capacity to work on mental and social changes, dealing with historical periods from different perspectives and viewpoints, and “Hypnotist’s Labyrint” started from Goya, van Gogh and Rembrandt’s paintings to delve into the dramatic presence of a white canvas that becomes the recipient of the artist’s stream of consciousness, “Infinity” gets to the bottom, dealing with art from a scientific rather than historical point of view.

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