KETTY LA ROCCA 80
GESTURE, SPEECH AND WORD
XVII BIENNALE DONNA

dal 15 aprile al 3 giugno 2018

a cura di Francesca Gallo e Raffaella Perna

Ferrara, padiglione d’arte contemporanea

da martedì a domenica 9.30 – 13.00 / 15.00 – 18.00
aperto anche 23 e 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno 

info www.biennaledonna.it


di NICOLETTA ZANELLA

Importanti prestatori per la mostra ‘Gesture, Speech and Word’ che apre la XVII Biennale Donna. Oltre all’indispensabile sostegno dell’archivio Ketty La Rocca, opere arrivano dal Mart di Rovereto, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e contemporanea di Roma, dalle Teche Rai, dalla Quadriennale d’Arte di Roma e da collezioni private.

Francesca Gallo e Raffaella Perna curano quest’importante antologica su Ketty La Rocca (La Spezia, 1938 – Firenze, 1976), protagonista dell’arte italiana degli anni Sessanta e Settanta e al centro di un vivo interesse internazionale. A quasi vent’anni dall’ultima retrospettiva in Italia, Ketty La Rocca 80 raccoglie circa cinquanta delle sue opere più famose, in ordine tematico e cronologico. 

Il fulcro della poetica dell’artista – nella fase iniziale del suo lavoro all’interno del Gruppo ’70 – ha ruotato attorno allo smontaggio della parola, in quella che è stata definita una ‘guerra semiologica’.

Dai collage verbo-visivi, ai videotape (di cui è considerata pioniera), alle sculture sagomate; dalle Riduzioni alle Craniologie, l’esposizione propone progetti, opere e materiali documentari mai esposti prima in Italia, come l’azione Verbigerazione, realizzata nel 1973 alla X Quadriennale di Roma. La Rocca si muove sfidando le rappresentazioni stereotipate del femminile, attraverso ricomposizioni ironiche, dove le donne della réclame si mostrano felici e seduttive, attorniate da frasi e nonsense, a sottolineare un ambito sociale ancora patriarcale e sessista.

“Sul finire degli anni ’60 – scrive Francesca Gallo – il linguaggio verbale si trova prosciugato di significato e soppiantato da un personale linguaggio del corpo, che conquista rapidamente il centro della riflessione di La Rocca.” Dal sovvertimento della parola all’autenticità del gesto, questa è la ricerca che domina la produzione del decennio successivo. Il fulcro creativo si sposta in direzione del corpo, delle mani, alla ricerca di una purezza primigenia e immediata nella comunicazione, attuando ciò che l’artista stessa chiamava ‘delusione dell’immagine’. Catalogo in mostra.

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