Cosa resterà dopo il nemico invisibile?

 

Per me, passare il millennio è stato illuminante: sono sempre stata un po’ ribelle ma avvicinarmi a un segno che riconoscevo essere parte di me già da prima che ne avessi coscienza mi ha reso molto più libera. Ma che tipo di libertà possiedo? Il segno artistico a cui mi sono affidata la esplicita in una direzione ora manuale ora creativa allo stato puro, forse troppo semplificata ma non per questo meno di carattere. Perché io sono così. Sicuramente in grado di dialogare con il passato per farne tesoro. Oggi mi trovo a condividere con tutta la mia famiglia, i miei vicini, i miei colleghi e milioni di altri sconosciuti il peso di giorni che hanno un che di epocale: anzi, senza mezzi termini, lo sono – epocali, intendo. Non avrei mai pensato potesse accadere una cosa del genere. Chissà se ne riuscirò a portare il “segno”. O se vi sarà traccia di quello che ci sta succedendo: perché siamo in “guerra” contro un nemico invisibile che elimina la nostra storia, i nostri anziani, chi porta in dote la saggezza del passato, quella raccontata a pranzo e a cena, continuamente, come fosse una cantilena.

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