Freize Londra

Libero mercato ma location poco suggestiva per la Kermesse inglese, colma di stili e proposte

 

Ad aprire le danze dell’arte – quella in vendita – sono tre appuntamenti imperdibili: la Biennale di Firenze “Biaf”, “Frieze master” a Londra e la FIAC a Parigi. A Firenze si respira un’aria ancora estiva, con il gala a metà settembre. Palazzo Corsini che ospita l’esposizione è principesco: terrazza sull’Arno e capolavori di ogni epoca proposti da 80 operatori di ambito antico e moderno. Una piccola Tefaf, con il fascino di una città imperdibile. Unica difficoltà: molti pezzi di interesse internationale sono bloccati da notifica. I collezionisti stranieri – piuttosto numerosi – chiedono informazioni, dimostrando interesse, ma alla parola “notifica” c’è un immediato dietrofront. Altra aria soffia sulla piazza di Londra: libero mercato e frenesia di proposte, tutte completamente libere di viaggiare, essere collezionate da appassionati e acquisite da collezioni pubbliche e private di ogni latitudine. Location molto meno suggestiva per Frieze (fregio) una tensostruttura a Regent Park, complicata da raggiungere. Offre una sventagliata di stili e proposte.

 

Sontuosa la proposta parigina con dimensioni faraoniche e grande affluenza di pubblico

 

La Biennale di Firenze a Palazzo Corsini ospita capolavori di ogni epoca

 

Curiosità da Wunderkammer tipiche del gusto nordico: avori gotici, libri medievali istoriati, pezzi archeologici, reperti egizi, esotismi vari. Ma a creare pathos è l’arte italiana: l’allestimento suscita una certa suspence e nel buio si può contemplare l’unico Botticelli ancora nel mercato, un ritratto virile di mano indiscutibile. A seguire, l’arte italiana di ogni periodo: dai fondi oro alla fase barocca fino al’900. L’arte del secondo dopoguerra, senza dubbio di un’eleganza insuperabile, primeggia per modernità e invenzione: da Fontana a Burri, dall’arte romana all’arte povera. Parigi è sontuosa. La roboante FIAC è amplificata dalla maestosa sede del Grand Palais. Costruito per l’esposizione del 1898, in piena belle époque, mantiene inalterato l’appeal: dimensioni faraoniche e posizione centralissima. Il moderno si esalta a contatto con le architetture storiche, e il successo è confermato dalle vendite e dall’affluenza di pubblico, in lunghissime file all’ingresso. Anche a Parigi la legge libera le opere, comprese quelle di interesse storico: se lo Stato non mette a disposizione i fondi per l’acquisizione, si possono proporre alla vendita privata. È per questo che le gallerie all’estero sono più numerose e godono di una certa stabilità. Come a Londra, le vie di Parigi mantengono fascino e decoro, costellate da sedi espositive. Eventi collaterali come da tradizione fanno da corollario alla esposizione principale della Fiac. Eccellenze italiane alla Tornabuoni art con ‘Utopia’. I vasti spazi della temporanea sede temporanea nel Marais (nel 2020 rientrerà in Avenue Matignon) ospitano il confronto arte-design delle grandi firme italiane. In attesa di Art Basel Miami a dicembre, gli operatori e i collezionisti stanno già lavorando a progetti di mostre, cataloghi e reperimento di opere: la palestra per le prossime grandi manifestazioni.

 

Anna Ostellari

 

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