Dopo le esposizioni di Nizza e Atene l’artista versiliese Carlo Carli conferma la sua attenzione e il suo impegno sul tema delle migrazioni contemporanee presentando una significativa raccolta di opere recenti al Museo d’Arte Sacra di Camaiore (Lu) dal 4 al 26 agosto 2018. La mostra, dal titolo “Famiglie in cammino verso la pace” è curata da Claudia Baldi e gode del patrocinio del Comune di Camaiore. Inaugurazione sabato 4 agosto alle ore 18:00 alla presenza dell’artista.

Quattordici opere su tela più otto disegni preparatori per tornare a narrare – attraverso la pittura e con l’originale tecnica di stratificazione delle immagini propria dell’artista – i fenomeni migratori dei nostri giorni, con il loro carico di disperazione e sullo sfondo dei profondi effetti sociali, economici e culturali che essi innescano in Europa e in ampie regioni del pianeta. Temi da cui l’artista non distoglie il proprio sguardo, indirizzandolo stavolta – dopo essersi dedicato alle tragedie del mare e ai bambini – verso la dimensione familiare del fenomeno, letto ancora in un’ottica positiva, di fiducia in un futuro che veda l’affermazione dei valori della pace e della fratellanza. Carli lo fa accostando il presente al passato, mettendo in relazione le immagini d’oggi con quelle dell’arte antica, coinvolgendo grandi Maestri come Giotto, Leonardo, Tintoretto e Caravaggio in una narrazione più che mai attuale di tematiche che segnano la storia dell’umanità: la fuga, l’aspirazione alla libertà, la discriminazione, l’accoglienza. «Fra le scene tratte dalle Sacre Scritture dipinte dai pittori del passato e le immagini che quotidianamente troviamo nei giornali o vediamo in televisione esiste un legame fortissimo e una triste continuità», spiega Carlo Carli. «Nelle mie opere tutto ciò si unisce, trovando nel preziosissimo Museo d’Arte Sacra di Camaiore un’ideale collocazione. Ringrazio il priore della Confraternita del SS. Sacramento Antonio Palmerini per avermi dato l’opportunità di esporre in un contesto di così raro fascino e il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto per aver concesso il patrocinio del Comune».

«Il Museo d’Arte Sacra di Camaiore ospita oggetti che ci provengono dal nostro passato cristiano e in ognuno di essi c’è un valore storico, simbolico e culturale di cui noi siamo gelosi custodi», aggiunge il priore Antonio Palmerini. «Aprire oggi questi ambienti alle opere di Carlo Carli, artista moderno, significa per noi collegare il passato al presente, o meglio significa ritrovare nel presente quegli stessi valori del passato: la sacralità della vita – in particolare della vita di chi è più indifeso, i bambini – e la centralità della famiglia».

«In questo momento storico viviamo nostro malgrado una recrudescenza di istinti xenofobi e razzisti, in un clima che rende quasi impossibile trattare in modo sereno un tema come quello della migrazione che, è del tutto evidente, non si può governare con le urla e gli slogan, ma solo mettendo al primo posto una considerazione banale, ma che a volte sfugge in questa babele di parole: i migranti sono persone che cercano per sé e per le proprie famiglie un futuro migliore», dichiara il sindaco Alessandro Del Dotto. «L’arte di Carlo Carli ha il potere di creare un cortocircuito con immagini che fanno parte del nostro immaginario, della nostra iconografia, riportando in primo piano i veri protagonisti di questo processo storico».

Nel presentare la mostra la curatrice Claudia Baldi sottolinea come Carli focalizzi “la propria indagine artistica sull’aspetto umano e sociale di questo fenomeno doloroso e difficile, attraverso una visione di apertura all’altro, nel valore supremo della solidarietà che guarda alla storia passata come monito di insegnamento per il presente”. «L’apertura verso una visione di speranza di pace è evidente nelle recenti opere incentrate sul parallelismo tra le celebri opere di Botticelli “La Primavera” o “S. Anna, la Vergine e il bambino” di Leonardo e le scene tratte dalla cronaca di madri e bambini in fuga dalle guerre», aggiunge la curatrice. «Qui il linguaggio si fa diretto ed essenziale, la rinascita diviene metafora di un sentimento collettivo di superamento del dolore, delle barriere erte da società cieche e ottuse che riscoprono nelle future generazioni il germoglio di una pace ritrovata».

La mostra, di cui ha scritto anche Francesco Mutti nel numero n.4/2018 della nostra rivista, si può visitare fino al 26 agosto nei giorni di martedì, giovedì e sabato dalle 16:30 alle 19.30.

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