Sono questi giorni bui, la gente sta chiusa in casa, le strade sono deserte e ci si sposta solo per l’indispensabile. Questa è la conseguenza di un male invisibile che si sta propagando a macchia d’olio su tutto il pianeta, il Covid-19.

Posso ritenermi fortunato: ho i miei spazi interni ed esterni e posso muovermi a piacimento senza andar contro le regole imposte. Sono momenti per me, che mi occupo di arte, molto prolifici, la mente spazia, non ci sono distrazioni e ci si concentra sul da farsi.

Passo le giornate in solitudine a stretto contatto con la materia alternando alla pietra il metacrilato e il legno. Solo a sera quando rientro a casa, sento le notizie alla TV e mi rendo conto che la situazione non accenna a migliorare, ecco che i dubbi mi assalgono… ce la faremo?

Sicuramente, ci vorrà tempo ma ce la faremo!

La scultura per me in questo periodo è come una terapia, la mente conduce le mani e si entra in simbiosi con noi stessi. La fatica nell’affrontare materiali così duri come il granito è immane, ma a sera quando la giornata è finita la stanchezza è abbondantemente compensata da una grande gioia per una giornata dedicata all’arte.

 

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