Lorella Pagnucco Salvemini Direttore ARTEiN
Lorella Pagnucco Salvemini
Direttore ARTEiN

Estate, tempo di pausa che concilia la riflessione. Per una volta, ripensiamo a noi, alla ormai lunga storia di ArteIn. Quando appare, nel 1988, la rivista ha una veste editoriale modesta (64 pagine in bianco e nero, con una tiratura di 2.000 copie). Il primo numero, presentato a giugno alla Biennale di Venezia, esce con la copertina dedicata a Jasper Johns, che poi risulterà il vincitore del Gran Premio della manifestazione. Una casualità, ma che l’editore , Giancarlo Calcagni, e l’allora direttore Mario Penelope interpretano come una sorta di scoop, indicatore di buoni auspici. Neanche due anni, e la pubblicazione è interamente a colori, rinnovata nell’impaginazione, ampliata nei contenuti. Calcagni ne assume personalmente la direzione. Ha le idee chiare. Vuole una rivista libera, intransigente, autorevole, sincera, ma anche frizzante, ironica, vivace. Vuole che sia indirizzata a tutti e non solo a un pubblico di addetti ai lavori. Con una lezione del genere, lo smarrimento seguito alla sua morte nel 2007 non doveva né poteva durare a lungo. Un anno dopo, accolgo, fra molti dubbi e ripensamenti, la proposta di rilevare la proprietà. Siamo a dicembre 2008, tre mesi prima c’è stato il crollo delle Lehmans brothers. Avventurarsi in una impresa editoriale, oltretutto costosa e proprio in quel momento, ha le caratteristiche di una sfida impossibile. Le indagini di mercato, tuttavia, confortano: quanto a presenza in edicola, ArteIn si trova già al secondo posto e, oltretutto, lo scarto con la concorrenza consta di qualche migliaio di copie. Da qui l’investimento in una maggiore visibilità, con punti vendita in 72 autogrill dell’intera rete autostradale italiana, nei bookshop museali, nei club freccia rossa e potenziando la distribuzione in stazioni, aeroporti, centri storici. Dal 2011 la pubblicazione diventa bilingue (italiano/inglese), favorendo la presenza in edicola in altre 15 nazioni , fra cui Stati Uniti, Canada, Brasile,Australia, Hong Kong, Dubai, Marocco, Giordania oltre che nelle principali capitali europee. I dati che arrivano dal distributore estero superano le aspettative. Evidentemente, la produzione artistica del nostro Paese gode fuori confine di una attenzione maggiore rispetto a quanto non si pensi. Nel 2014, arriva il momento di una ulteriore svolta: per cominciare, una nuova società, Italian Publishing, che dichiara fin dal nome la sua mission editoriale: diffondere sempre più l’arte italiana nel mondo, ma anche, forte di una capillare rete di collaborazioni internazionali, portare in Italia l’arte del resto del mondo. A sostegno dello scopo, la pubblicazione inizia a partecipare alle più importanti fiere d’arte straniere: Art Basel, Art Basel Miami e Hong Kong, a cui si aggiungono quelle di Bruxelles, Città del Messico, Dubai. Da qui, e siamo a oggi, l’esigenza di modificare il marchio della rivista, a sottolineare già con il titolo la vocazione internazionale dei contenuti e della diffusione. Nasce, così, ArteIn World, che terremo a battesimo questo agosto alla Capannina di Forte dei Marmi. Un luogo, la Versilia, che sentiamo simbolicamente affine, dove troviamo innovazione e tradizione, modernità e storia, artisti locali a fianco dei più affermati maestri nazionali e stranieri. Proprio come in ArteIn World.

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IN FORTE DEI MARMI THE BAPTISM OF THE NEW PUBBLICATION

Summer, a moment of respite that encourages reflection. For once, we consider ourselves, the by now long history of ArteIn. Born with a modest look (64 pages in black and white, with a print run of 2000 copies), the first issue debuted in June at the Venice Biennale with a cover story dedicated to Jasper Johns, who ended up winning the exhibition’s annual Grand Prize. It was sheer luck on our part, but the editor Giancarlo Calcagni and director Mario Penelope interpreted the coincidence as a sort of scoop, an auspicious sign. In less than 2 years we went to full color, renewed the look and amplified the contents. Giancarlo Calcagni, a man of clear ideas, took over as director. He wanted a magazine that was free, intransigent, authoritative, but also sparkling, ironic, vivacious. He wanted it to speak to everyone, not only insiders. With such an example, the loss that followed upon his death in 2007 could not and would not last long. One year later, despite my doubts and hesitation, I accepted the proposal to assume the property. It was December, 2008, only 3 months after the collapse of Lehman Brothers. To run an expensive print periodical at that moment in time seemed an impossible challenge. The market research, however, was comforting: ARTEiN had already become the second magazine in its category, with only a few thousand copies in sales as the difference. We thus invested to achieve greater visibility, with sales points in 72 Autogrills spread across the Italian highway system, placements in museum gift shops and Freccia rossa train centers, and distribution in train stations, airports, and city centers. We went bilingual in 2011, expanding our presence in 15 more countries, including the United States, Canada, Brazil, Australia, Hong Kong, Dubai, Morocco, Jordan and the major European capitals. The data we receive from our distributor have exceeded expectations. Clearly, art produced in Italy attracts more attention than we had thought. Thus, in 2014, another advance: the foundation of another company, Italian Publishing, to declare starting from the name the new mission, to spread Italian art throughout the world, but also, strengthened by a capillary network of international collaboration, to bring the art of the rest of the world to Italy. In support of that aim, the magazine has begun participating in the most important international art fairs: Art Basel, Art Basel Miami and Hong Kong, as well as fairs in Bruxelles, Mexico City and Dubai. From this, and coming to today, the impulse to modify the trademark of the magazine, to adapt its title to signal the international perspective of our content and reach. Thus is born ArteIn World, which we will baptize this August at the Capannina in Forte dei Marmi. We have always felt symbolically akin to Versilia, where we find innovation and tradition, modernity and history, local artists side-by-side with acclaimed national and international masters. Just like ArteIn World.

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