Anche in Italia si potenziano i musei online

Complice il lockdown globale degli ultimi mesi, il rapporto fisico tra opera, chi la propone e fruitore è venuto improvvisamente meno. Per mantenere attaccata la spina, la cosa più sensata da fare è stata potenziare il comparto mediatico dell’intero sistema, differenziandolo per aree di interesse e target. Un serrato utilizzo della tecnologia ha garantito così la sopravvivenza della diffusione dell’arte: lo dimostrano le attenzioni ai social media e le site-politics di alcune tra le più rinomate istituzioni internazionali. Di esempio per tutti noi, numerose le iniziative di coinvolgimento e intrattenimento per appassionati e famiglie attraverso forum, incontri live con video chat dedicate, laboratori, semplici art quiz, discussioni letterarie e artistiche di vario genere.

La Tate Modern di Londra, al grido di Enjoy the Art Wherever You Are, ci consiglia di stare calmi e creativi, mentre racconta Andy Warhol mediante interviste, contributi mediatici autografi e inediti di repertorio. Il MoMA di New York fa ancora di più: con il suo programma #museumfromhome garantisce ai propri utenti contributi online, visite guidate e video chat con addetti ai lavori, critici e artisti, per approfondire gli eventi passati, presenti e futuri (tra i tanti, Starr Figura, curatrice della mostra su Félix Fénéon, disponibile online ogni giovedì per un confronto diretto col pubblico). Non sono da meno il Guggenheim di New York (Guggenheim from Home), Bilbao (Let Art Inspire You) e Venezia (Direttamente nelle vostre Case).

E che accade nel Belpaese martoriato dalla pandemia? Sotto l’egida di #iorestoacasa e di slogan anche più accattivanti (Liberi di Uscire col Pensiero – MAXXI, Roma), le nostre istituzioni museali si dedicano al potenziamento delle proprie risorse online fornendo informazioni sulla programmazione in corso, organizzando laboratori attivi e divertenti test. Su tutte, il MADRE di Napoli ha ottimizzato al meglio la tecnologia volgendone la staticità attuale a suo favore. Ma non è una novità. Da sempre molto attivo sui propri canali di diffusione, con il progetto MADRE-door-to-door infatti presenta contributi video di opere esposte e performance eseguite negli ultimi mesi ma anche produzioni originali e focus ragionati in un continuo e pressoché quotidiano refresh. Potemmo chiuderla qui.

Ma c’è un’ultima cosa da dire. Se tecnologia è soprattutto innovazione, sorprende come chi abbia davvero cambiato le carte in tavola sia da molti considerata la culla dell’immobilismo. I Musei Vaticani, proprio nel cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello, propongono ai propri utenti online le celebri stanze affrescate dal Maestro di Urbino come mai prima d’ora: una visita virtuale attiva che è, prima di tutto, singolarmente esperienziale e che stupisce per freschezza e immaginazione in attesa di goderne di nuovo dal vivo.

Francesco Mutti

 

Francesco Raffaele Mutti. Nasce a Milano ma vive in Toscana sin dalla tenera età, dove ha imparato a portare rispetto al mare e al fatto che fosse sempre a portata di mano per un consiglio o per una riflessione. Da grande voleva fare il calciatore e ci stava riuscendo: parlando però con un suo compagno che gli chiese cosa facesse durante il tempo che non passava con il pallone attaccato ai piedi lui rispose: “Studio. Soprattutto di notte”. Da lì la sua passione per la conoscenza che è, prima di tutto, curiosità. A 360 gradi. Ama alla follia la musica di Prince, l’animazione giapponese, il cinema tutto, la letteratura classica, il teatro di Shakespeare e quella cosa bizzarra che sta sotto il nome di “arte”. Si occupa di contemporanea perché crede che sia più importante la gallina di domani piuttosto che un solo uovo oggi. Un giorno incontrò Carlo Pepi che, parlando con quella sua voce sussurrata, gli si rivolse dicendogli: “Tu hai il bernoccolo dell’arte”. E ci ha creduto senza fare domande. Vive in macchina, in giro per l’Italia, convinto che la curiosità raramente abbia fissa dimora.

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