Claudio Bonichi

Poesia su tela

 

Fino al 29 febbraio il Museo Universitario di Chieti ospita la mostra “Bellezza e poesia nell’opera di Claudio Bonichi”, undici tele della collezione d’arte moderna di Alfredo Paglione, gallerista e mecenate. La rassegna fa parte del progetto “I cicli dell’arte”, attraverso cui vengono svelate a tappe le opere acquisite nel 2015 dall’ateneo “Gabriele d’Annunzio”. Bonichi è artista della sensibilità. Il delicato approccio con cui si dedica ai soggetti nudi è lo stesso che permea le nature morte o gli interni raccontati nei suoi dipinti. Selezionato, supportato e accompagnato da una duratura amicizia con Paglione, è considerato uno dei maggiori esponenti della nuova metafisica. Un linguaggio, il suo, che richiama con insistenza il concetto di memoria e come la memoria influisca nel tempo sulla realtà, trasformando la natura delle cose. L’amore per i dettagli che caratterizza le tele offre al mondo un’arte figurativa dagli scenari serafici in cui le tracce del tempo lasciano percepire le dinamiche tra passato, presente e futuro, senza dichiararle. Con lo stesso mistero ritrae donne dai corpi svelati ma i visi celati, ora da maschere ora da capelli, in un raffinato equilibrio tra intimità e pudore.

 

Negli oggetti di contorno, come macchine fotografiche, specchi, giocattoli, dà voce a delicate scenografie silenziose, richiamando l’eleganza del rinascimento italiano. Ingegnere, si dedica allo studio della filosofia, della letteratura, della filologia. Partecipa a numerose mostre in Italia e all’estero, che gli garantiscono un prestigio internazionale. Nipote dei pittori Ezo Peluzzi e Gino Bonichi, quest’ultimo noto come Scipione, porta avanti la tradizione dell’arte in famiglia, dando alla luce Benedetta, anche ella pittrice. Il lavoro dell’artista si fa, così, poesia. In un fiore appassito o un frutto secco, che conservano la propria composta bellezza per restituire, attraverso l’olio e il pastello, una sensazione di calma e di pace, si manifesta il suo ricordo. Un atto a cui siamo invitati a prendere parte visitando questa esposizione, che saluta con dolcezza l’artista scomparso nel 2016.

Elena Altemura

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