Cinzia Pellin/Quelle labbra di splendido vermiglio – Those Beautiful Vermillion Lips

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L’ALTRA COPERTINA/ LUCIANO CAPRILE

IL FASCINO DELLE IMMAGINI IPERREALISTE DI CINZIA PELLIN
Quelle labbra di splendido vermiglio
La pittrice declina la bellezza muliebre in un cromatismo di sicuro impatto

NELLE SUE OPERE PIÙ RECENTI L’USO DEL COLORE
SI FA DISCRETO E DIVERSO CON ESITI SEMPRE RAFFINATI

L’AUTRICE CONQUISTA L’EQUILIBRIO TRA SEGNO
E MATERIA, MISURA E CARATTERE DEI PERSONAGGI
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flag_of_italyLa raffinata seduzione è demandata a un volto femminile o, meglio, alla accesa sottolineatura di labbra che esprimono offerta di sé, desiderio di attenzione e di immediata conquista percettiva. Cinzia Pellin comunica simili emozioni attraverso un’immagine iperrealista, quasi fotografica, dove la lieve traccia del disegno concede un limitatissimo spazio a ulteriori sottolineature tonali del racconto. A lei interessa declinare sulla tela una delicata base di estrema bellezza muliebre, come una sorta di prologo su cui innestare il colore, uno in prevalenza, il rosso infuocato che accende all’improvviso la scena e la concentra sulla bocca socchiusa, prodiga di promesse e di attese, che sembra voler travalicare i limiti fisici del dipinto per conquistare, per ammaliare l’osservatore. Solo gli occhi, smarriti nel sogno e nelle declinazioni del verde-azzurro, sembrano partecipare a tale sconvolgimento emozionale come un rimando più temperato di rinnovabile soavità. Tale interpretazione ha riguardato nel passato in particolare un’icona come Marilyn Monroe; quindi l’artista ha riversato su di sé le medesime intenzioni rappresentative. Comunque la sottolineatura delle labbra come elemento dichiarativo del desiderio emerge ancora oggi ne Il canto degli angeli e in A cena col vampiro. In particolare nel secondo caso entra in gioco in primissimo piano il bicchiere di vino come rimando timbrico e di sostanza, come un ulteriore microcosmo a cui demandare ogni divenire di offerta o di calcolata perdizione.

Dopo aver tenuto nel giusto conto questo ammiccante approccio narrativo, occorre prendere atto delle varianti interpretative che riguardano le composizioni di Cinzia Pellin degli ultimi anni. Per esempio Mutazione del 2012 demanda l’ansia dell’effigiata non solo all’atteggiamento inquisitore dello sguardo,  ma a quel velo di violacea inumanità che cala sul volto e lo consegna a una realtà che ormai non le appartiene più. Altre opere offrono momenti di autentica grazia e di assoluta dolcezza contemplativa. Ci riferiamo in particolare a Innocenza e a Il sorriso di Shirley.

Nel primo caso la sottolineatura tonale dei nodi e delle frange accompagna e rimarca il margine del vestito intorno al collo mentre gli occhi, nella loro verde intensità espressiva, interrogano chi guarda con ricercata provocazione; nel secondo caso l’impasto bordeaux del cappello e della veste isola il calligrafico disegno del viso sorpreso nell’attimo di ammiccante, gioiosa spensieratezza.

Un modo diverso, mutevole di manifestare la femminilità e la bellezza attraverso quei contrasti cromatici che permettono all’artista di esibire il piacere della stupefazione. Non è facile trovare l’armonioso accordo tra segno e materia, tra la linea narrativa e la densità di un colore che l’accompagna e deve sigillare un carattere. Cinzia Pellin riesce a conquistare questo difficile equilibrio col giusto dosaggio dei componenti narrativi senza mai cadere nella facile descrizione dei personaggi o nell’effetto meramente provocatorio.

Le sue donne manifestano sempre la misura delle loro intenzioni non solo o non tanto in senso grafico. Attraverso lo sguardo concedono la raffinatezza o la perentorietà della loro anima a chi la sa accogliere.


THE OTHER COVER STORY/ LUCIANO CAPRILE

CINZIA PELLIN’S CHARMING HYPER REALISTIC IMAGES
Those Beautiful Vermillion Lips
The artist represents womanly beauty through highly impressive chromatism 

THE USE OF COLOUR BECOMES SUBTLE AND DIFFERENT
IN HER MOST RECENT WORKS, PRODUCING REFINED RESULTS

THE ARTIST SECURES A BALANCE BETWEEN STROKE
AND MATTER, MEASURE AND THE CHARACTER’S PERSONALITY

nannarella_pellinflag_of_united_kingdomRefined seduction is entrusted to a female face or rather to the striking emphasis laid on lips that offer themselves and express their desire for attention and immediate perceptual conquest. Cinzia Pellin conveys such emotions though hyper realistic, almost photographic images, where soft strokes allow very limited space for further tonal emphasis. Pellin wants to inflect a delicate basis of extreme womanly beauty on the canvas, using it as a sort of support where she can graft colours and, in particular, that flaming red that suddenly lights up the scene and draws attention on a half-open mouth, bringer of promises and expectations, apparently about to step beyond the physical boundaries of the canvas, in order to seduce and charm the observer. Only the eyes, lost in a blue-green dream, seem to partake in the emotional upheaval, by representing a more measured reference to renewable sweetness. In the past, similar artistic interpretations involved the iconic beauty of Marilyn Monroe. The same representative purposes characterise Pellin’s art and emerge, as a declaration of desire, in Il canto degli angeli and A cena col vampiro. In the latter work, the foreground is occupied by a glass of wine that represents a chromatic and material reference to a microcosm where all offers and calculated perdition stand.

After giving due weight to this flirty narrative approach, we need to recognise the different interpretations  of Cinzia Pellin’s works of recent years. For instance, in Mutazione (2012) anxiety is represented not only in the woman’s inquisitive eyes, but also in that veil of purplish inhumanity that shrouds her face and delivers it to a reality that belongs to her no more. Other works offer moments of authentic grace and absolute pensive sweetness.

This is the case, in particular, of Innocenza and Il sorriso di Shirley. In Innocenza, the chromatic emphasis on knots and fringes follows and highlights the hemline of the dress around the woman’s neck, while her eyes, of an intense, expressive green, consult the observer with polished provocation. In Il sorriso di Shirley, the burgundy hues of the woman’s hat and dress capture a moment of flirty, cheerful levity and portray it in the calligraphic lines of her face. Pellin’s technique consists in a different, fluid way of representing femininity and beauty through chromatic contrasts that allow the artist to display the pleasure of astonishment. Finding an harmonious agreement between stroke and matter, between a narrative line and the colour density that accompanies it, in order to crystallize characters, is certainly not an easy task. Nevertheless, Cinzia Pellin succeeds in achieving this di cult balance with just the right amount of narrative elements, without resorting to easy character description or merely provocative e ects.

The measured intentions of her female figures are detectable not only in graphics, but also in glances that reveal all the refinement and decisiveness of their souls.

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