Cesare Berlingeri - Angolo nero sul giallo, 2016

Il mistero della tela piegata
L’opera gioca a nascondino, invitando a guardare in profondità

LA SUA PITTURA MOSTRA E INSIEME OCCULTA, IN UN GIOCO CHE SI RINNOVA COSTANTEMENTE
LA NATIVA CALABRIA GLI TRIBUTERÀ UN CORPOSO OMAGGIO NEL CORSO DEL 2019

Cesare Berlingeri - Avvolto rosso, 2016
Cesare Berlingeri – Avvolto rosso, 2016

Marcel Duchamp ha offerto la responsabilità di superare certi limiti di un’arte consolidata nel tempo e di decidere da quel momento il destino dell’arte stessa: un concetto ripreso agli inizi degli anni ‘50 da Lucio Fontana. Quando Cesare Berlingeri (nato nel 1948 a Cittanova, Reggio Calabria) afferma che “l’artista è colui che vede una dimensione nuova in ciò che esiste” decide e consolida il recupero di quei comportamenti, ampliando il senso del mistero e della conseguente stupefazione che riguardano, nel suo caso, la tela non più trafitta in senso fontaniano ma caricata di un concreto spessore formale, ovvero di una corposità dovuta al progressivo apporto di sostanza. I suoi ritmici ripiegamenti di tele su tele sono un continuo rimando di racconti, di allusioni, di coperture e di svelamenti.

La piega si propone come un gesto e come una ideale linea in continuo divenire: “La piega è una zona di confine tra due mondi opposti e complementari, tra un visibile e un invisibile, tra una luce e un’oscurità”. Ovvero tra quello che viene rivelato e quello che l’artista ha dipinto e nascosto all’interno dell’opera stessa e che resta, sono ancora sue parole, “un invito a guardare più in profondità”. Non tanto e non solo nella profondità del lavoro in questione ma in noi stessi catturati e assorbiti dal dichiarato occultamento.

 

Per leggere l’intero articolo, puoi acquistare la copia n. 6/2018 della rivista ARTEiNWorld, disponibile sul nostro sito, in digitale o nella versione cartacea.


The Mystery of the folded Canvas
The work plays hide-and-seek and invites us to look deeply

HIS PAINTING SHOWS,  AND CONCEALS AT THE SAME TIME, IN A PLAY THAT RENEWS ITSELF CONSTANTLY
IN 2019 HIS NATIVE CALABRIA  WILL PAY HOMAGE TO HIM WITH A LARGE EXHIBITION

Cesare Berlingeri - Senza titolo piegato, 2016
Cesare Berlingeri – Senza titolo piegato, 2016

Marcel Duchamp stressed the responsibility for overcoming certain limits of a kind of art that reinforced with the passing of time, and for deciding upon the future of art itself; this concept was resumed by Lucio Fontana in the early 1950s. When Cesare Berlingeri (born in Cittanova, Reggio Calabria, in 1948) states that “the artist is the one who sees a new dimension in what exists”, he is adopting and reinforcing those attitudes, increasing feelings of mystery and ensuing amazement that stem from his canvas, which, in this case, is not cut like in Fontana’s works, but it is loaded with some formal thickness: it is a body made through the progressive addition of substance. His rhythmically folded canvases are full of tales, references, coverings and uncoverings that constantly recall one another.

The fold is a gesture, an ideal line that is in constant change: “The fold is a border zone between two opposite and complementary worlds, between what is visible and what is invisible, between a light and a darkness”. That is to say, between what is uncovered and what the artist painted and concealed in his very work, and which remains, in his words, “an invitation to look deeply”. Not just and not only at the depths of his work, but also at ourselves, captivated and imbibed with patent concealment as we are.

To read the full articole, buy the n. 6/2018 of the magazine ARTEiNWorld, available on our website, in digital or paper edition.

Luciano Caprile

SHARE

Related Post