famiglie in cammino per la pace

La paura e la speranza, la fuga e l’incontro, l’odio e la solidarietà: il dualismo emozionale che caratterizza le migrazioni contemporanee e che si riflette, a tratti con cieca virulenza, nel dibattito pubblico italiano ed europeo è al centro della mostra “Orizzonti di pace – Famiglie in cammino” che l’artista toscano Carlo Carli presenta dal 10 al 20 luglio nei Musei di San Salvatore in Lauro a Roma. Diciotto opere su tela per narrare – attraverso la pittura e con l’originale tecnica di stratificazione delle immagini propria dell’artista – i fenomeni migratori dei nostri giorni sullo sfondo dei profondi effetti sociali, economici e culturali che essi innescano in ampie regioni del mondo. La disperazione dell’abbandono, ma anche la gioia del momento in cui si viene accolti. Temi che l’artista tratta da tempo e dai quali non intende distogliere lo sguardo, aprendolo alla speranza di un futuro che veda finalmente affermarsi i valori della pace e della fratellanza.

Carlo Carli
Carlo Carli

«Nella mostra dei Musei di San Salvatore in Lauro i lavori di Carli si collocano come in una narrazione di emozioni, dai momenti di intimità familiare alle scene corali del cammino verso la speranza, ponendo particolare attenzione al vissuto dei bambini e delle madri», scrive la curatrice Claudia Baldi presentando l’esposizione. «Il tema della solidarietà e dell’unione tra i popoli come valore di umanità universale viene affrontato con un linguaggio diretto e comprensibile. La rinascita diviene metafora di un sentimento collettivo di superamento del dolore, delle barriere erte da società cieche e ottuse che riscoprono nelle future generazioni il germoglio di una pace ritrovata».

Nelle sue tele Carlo Carli accosta grafica, fotografie e fotogrammi estrapolati dalle cronache giornalistiche e televisive e le fonde con scene tratte da grandi opere dell’arte antica di Maestri quali Giotto, Leonardo, Tintoretto, Caravaggio. Una sorta di cortocircuito tra passato e presente che da un lato rivela l’insensato ripetersi di drammatici fenomeni e dall’altro diventa un monito e un insegnamento per il futuro. «Immagini atipiche, ibride, terribilmente efficaci», le descrive lo storico dell’arte Maurizio Vanni. Immagini in cui «la realtà si mescola con una finzione che ci strappa un sorriso almeno fin quando non ci rendiamo conto che la citazione del passato rende ancora più evidente la tragedia del presente. A quel punto il passaggio dalla narrazione alla commozione è breve, ma solo se abbiamo il coraggio di non leggere le istruzioni prima dell’utilizzo emotivo».

Al vernissage, alle ore 17:30 di oggi, mercoledì 10 luglio, interverrà l’artista. La mostra si potrà visitare fino a sabato 20 luglio dal lunedì al venerdì con orario 10:00-13:00 e 16:00-19:00; sabato dalle 10:00 alle 12:00. Ingresso libero.

Stefano Roni

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