MUGGIÒ/ ISABELLA MICHETTI

L’OMAGGIO DELLA GALLERIA CASATI PER I 90 ANNI DI PERILLI
Buon compleanno, Achille

Sul limitare della tela giace un modulo geometrico regolare. Svetta per contrasto su uno sfondo monocromatico che suggerisce orizzonti ignoti e sterminati. Inerme, in apparenza: ma è una stasi lesta a svanire. Da uno dei suoi lati si dà per germinazione un concatenarsi imprevedibile di parallelepipedi asimmetrici: si librano lievi, a dispetto di volumi non trascurabili, disegnando evoluzioni sorprendenti. Il coreografo è Achille Perilli, interprete con i suoi alfabeti inediti delle rivoluzioni che hanno dettato i caratteri della contemporaneità.

La Galleria Casati gli renderà omaggio in occasione del novantesimo compleanno, il prossimo gennaio, con una personale curata da Luciano Caprile che si concentra su una fase, la più recente e meno nota, della sua instancabile produzione. Dal “Manifesto Forma 1’’ del 1947, che firmò con Dorazio e Consagra segnando il ritorno al rigorismo formale di Mondrian e il rifiuto di canoni estetici per secoli indiscussi; passando per la fondazione di riviste specializzate (come “L’esperienza moderna’’ del 1957, in cui cantava l’epos di gesta artistiche europee in apparenza scollegate ma che il senno di poi avrebbe confermato figlie di un comune sentire), l’astrattismo di Perilli ha traversato decenni decisivi.

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A TRIBUTE TO PERILLI’S 90 YEARS BY THE CASATI GALLERY
Happy Birthday, Achille

An orderly, geometrical module lies on the canvas edges. It stands in clear contrast to a monochromatic background that suggests unknown, immense horizons. Apparently helpless, stagnation swiftly changes. An unpredictable chaining of asymmetric parallelepipeds stems from one side of the canvas; they mildly soar, in spite of their far from negligible volumes, drawing surprising movements. The choreographer is Achille Perilli, the man who, thanks to his new alphabets, interpreted the revolutions that dictate the characteristics of the contemporary.

Next January, the Galleria Casati is going to pay tribute to Perilli, on the occasion of his 90th birthday, with a solo exhibition curated by Luciano Caprile. The show focuses on the most recent and least known stage of Perilli’s indefatigable artistic production. Perilli’s abstractions went through epoch-making decades, since he signed the “Manifesto Forma 1” with Dorazio and Consagra in 1947; the manifesto marked a return to Mondrian’s formal rigourism and a refusal of aesthetic guidelines undisputed for centuries, also thanks to the setting up of specialised magazines (such as “L’esperienza moderna”, in 1957, where he sang the epos of European artistic deeds only apparently unrelated to each other, but, in retrospect, clearly the children of common wisdom).

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