Si è appena conclusa la 49ª edizione di Art Basel ed è già tempo di bilanci. Le stime parlano di oltre 95.000 visitatori nei 4 giorni di show, dal 14 al 17 giugno, numeri che confermano il grande successo dello scorso anno. Dal 1970, intorno alla metà di giugno, per una settimana tutta la città guarda a Messeplatz, quartiere futuristico poco distante dal centro storico medievale, e ne diventa un prolungamento. C’eravamo anche noi, come ogni anno da 29 anni; da quando nel 1989, solo qualche mese dopo la nascita della rivista, ARTEiN veniva consacrata a livello internazionale con la prima partecipazione alla fiera più esclusiva d’Europa. 

Lo stand della Galleria Tornabuoni
(Foto: Facebook)

La frenesia si percepisce fin sull’aereo, presto al mattino: “ma qual è il vero motivo per cui si va ad Art Basel?”, chiede un giovane passeggero alle prime armi. L’interlocutore, un signore distinto e già pratico ma che la lunga esperienza non ha privato di un entusiasmo contagioso, risponde: “È ad Art Basel che si stringono nuovi contatti e si rinsaldano quelli già in essere; tutte le migliori gallerie si ritrovano lì ogni anno”. Atterriamo e non c’è alcun bisogno di procurarsi una mappa, è la folla a condurci verso la fiera. Tutta la città, piccola perla medievale al confine con Francia e Germania, veste per l’occasione il suo abito migliore. Il clima mite e il cielo terso ne esaltano le bellezze storiche. Non c’è lingua che non si senta utilizzare; il piccolo aeroporto (solo qualche milione di turisti l’anno) accoglie in poche ore persone da ogni parte del mondo. In poco tempo si intravede in lontananza la torre di vetro di Morger & Degelo, la seguiamo e quella ci guida sotto il maestoso oblò della recente costruzione di Herzog & de Meuron.

Francesca Tega, direttrice della Galleria Tega, prepara lo stand con un’opera di Alberto Burri vicino a una scultura di Lucio Fontana
(Foto: Facebook)

Intorno, la festa dell’arte promessa si fa già realtà: la folla in attesa di fare il suo ingresso è variegata. Addetti ai lavori, galleristi ed editori vestono gli eleganti abiti d’ordinanza; accanto a loro semplici curiosi in tenuta da turisti e colorati studenti in preda all’entusiasmo. L’atmosfera, se si fa più compassata nei lounge riservati (lussuosi punti ristoro dall’affluenza controllata, pensati per le trattative private tra galleristi e collezionisti), si mantiene febbrile anche all’interno, fra gli stand delle oltre 290 gallerie accorse, letteralmente, da ogni latitudine.

Burri, Combustione

Impensabile in un giorno concentrarsi su tutta l’offerta – gli artisti presenti sono oltre 4000. Così passeggiamo nella sterminata sezione delle gallerie, fra grandi conferme e nomi nuovi ritroviamo vecchie conoscenze – lo stand di Tornabuoni, immancabile, punta tutto su delle preziose combustioni di Burri, in vista della pubblicazione del volume “Burri/Plastiche” a cura di Bruno Corà. Sempre d’altissimo livello, fra gli espositori italiani, le proposte della Galleria Tega di Milano, e della Galleria Dello Scudo di Verona. Nel settore del Design si ritrovano, in vista di Art Basel Miami, le eccellenze del lusso; la sezione Unlimited è uno spettacolo di grandezza, con opere che travalicano gli spazi espositivi classici – e che tuttavia si vendono, con buona pace della crisi del mercato dell’arte.

ARTEiN non aveva emesso se non qualche vagito che già cominciava il suo sodalizio con Art Basel. Lo stesso che continua tuttora, ininterrotto da quasi 30 anni, e che vede succedersi nel Magazines Sector della fiera, a Basilea come a Miami e a Hong Kong, gli artisti di copertina dei numeri di ARTEiN World in esposizione. Così quest’anno, alle porte della affollatissima sezione Unlimited, hanno fatto bella mostra di sé, fra le altre riviste d’arte più diffuse e autorevoli a livello internazionale, anche Elvino Motti e Cinzia Pellin, protagonisti del numero di maggio/giugno; e Armando Marrocco e Tommaso Campanella (marzo/aprile 2018) – a marzo, a Hong Kong, era stata la volta di Franca Pisani e Rosa Spina, di Roberta Diazzi e Lisa Borgiani.

Torniamo al lavoro e archiviamo una nuova pagina di questa collaborazione ormai tradizionale; con un occhio già rivolto al futuro, a chi vorrà accompagnarci ad Art Basel 2019 e così porre le proprie opere d’arte all’attenzione di decine di migliaia di spettatori.  

Isabella Michetti

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