Gerhard Richter abstraktes bild 1981

 

I risultati delle aste internazionali di questo ultimo periodo, al di là delle solite conferme e degli isolati exploit da prendere sempre con le dovute cautele, pongono all’attenzione Jean Dubuffet che, pur avendo ottenuto due aggiudicazioni ultramilionarie, una a Parigi e una a Londra e nonostante abbia raggiunto in entrambi i casi la prima posizione nella classifica dell’asta, ha lasciato con l’amaro in bocca sia le case d’aste che i precedenti proprietari. Il prezzo ottenuto nella sede londinese di Christie’s, infatti, pur avendo sfiorato per pochissimo 10.000.000 di euro e che colloca l’opera Cérémonie, un olio su tela del 1961 di 165×220 centimetri, al quarto posto nella top ten delle aggiudicazioni del maestro francese, è stata venduta al di sotto della stima massima preventivata, elemento questo che già di per sé costituisce motivo di rammarico. Altra doverosa considerazione da fare è che a questo mancato obiettivo vi è da aggiungere anche il fatto che il top record di Dubuffet è costituito da un’opera similare del 1961, il cui coefficiente risulta più del doppio rispetto a Cérémonie, elemento che fa dedurre come questa opera abbia deluso le aspettative con una aggiudicazione praticamente a meno della metà dell’importo atteso e plausibile. Stessa sorte per La chaise, un olio su tela del 1964 di 195×131 centimetri, l’altra aggiudicazione milionaria di Dubuffet ottenuta a Parigi da Sotheby’s, venduta sì al di sopra della stima massima ma a un coefficiente pari a quasi la metà rispetto a quello riferibile al top record dello stesso anno di produzione dell’artista. Altri spunti di riflessione offerti dalle recenti aste internazionali sono costituiti dai risultati relativi a Giuseppe Capogrossi, Matteo Pugliese ed Emilio Vedova.

Iniziamo da Capogrossi, i cui valori di mercato riferiti alle opere su tela sono certamente assestati sin dal 2012 e che dal 2017 mostrano una leggera tendenza al rialzo. In questo ultimo periodo sono state aggiudicate due opere, una a Milano e una Londra, entrambe al di sopra della stima massima indicata. Addirittura Superficie 430, un olio su tela del 1961 di 27×46 centimetri venduta da Christie’s, risulta la migliore aggiudicazione dal 2015 relativamente alle opere realizzate nel 1961. Anche per quanto concerne Emilio Vedova i risultati delle aste forniscono motivi di riflessione: sono state aggiudicate due opere dei primi anni ‘60 entrambe al di sopra della stima massima, ma che purtroppo non migliorano il trend in decrescita che persiste dal 2017 per quanto riguarda i coefficienti delle opere su tela. Da precisare, però, che i valori attuali sono superiori a quelli del 2013 per cui la linea di tendenza del periodo 2013/2019 risulta essere comunque positiva. Chiudiamo, infine, con Matteo Pugliese giovane scultore italiano già affermato sul mercato internazionale che da Sotheby’s a Londra ha visto superare per due volte il suo top record che resisteva dal 2010. La linea di tendenza relativa ai suoi coefficienti era già in leggera crescita nel periodo 2009/2018 e con le recenti aggiudicazioni è nettamente salita, quadruplicando i valori del 2018.

Roberto Capitanio

 

 

 

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