Guido Andrea Pautasso

di GUIDO ANDREA PAUTASSO

Ne “La farfalla di Dinard” Eugenio Montale scrisse: “Non potendo studiare l’uomo in tutte le sue facoltà e abitudini, ho scelto la più duratura e anche la più piacevole: la nutrizione. Dal modo di mangiare degli altri, dalla loro scelta, dal loro modo di comportarsi in questa quotidiana ritualità io traggo considerazioni di ordine generale, risalgo alle Cause e ai Fini”.

Il gesto rituale e quotidiano del nutrirsi ha ispirato Marcella Vanzo alla realizzazione del video Limbo, proposto allo Studio Guenzani di Milano nel 2006 e ripresentato nel 2017 in Danimarca alla mostra “Topophilia” dedicata alla visione della realtà domestica contemporanea. Vanzo non è attratta dalla disciplina culinaria e dalla gastronomia tout court bensì, attraverso la gestualità condivisa del pranzare, mette a fuoco il concetto della convivialità intesa non solo in senso fisico.

Mentre capolavori cinematografici come “Fanny & Alexander” e “La cena” di Ettore Scola esaltano la mise en place del cibo, il video Limbo precipita lo spettatore in un ambiente algido e anonimo (che ricorda quello della stazione orbitante di “2001 Odissea nello spazio”) coinvolgendolo in un pranzo dove i commensali, appartenenti ad uno stesso nucleo familiare, vestiti con un abiti neutri e costretti nei loro movimenti da protesi ortopediche, si ritrovano a consumare piatti minimalisti dai colori spenti, serviti su di una tovaglia e su stoviglie la cui neutralità cromatica mira ad accentuare l’ambiguità del banchetto a cui partecipano. Accompagnati dal suono del sangue dell’artista che scorre nelle vene, i convitati sono legati mediante una serie di fascette e obbligati, per nutrirsi, a compiere una sorta di balletto artificiale con una sincronia totale che mette in evidenza la complessità comica o drammatica dei loro movimenti.

«A tavola si costruiscono e si sciolgono dei legami», sostiene Vanzo, e in Limbo chi osserva può scegliere il giusto grado di tensione emotiva con il quale partecipare all’esperienza anche metafisica del nutrirsi.

Questo articolo fa parte del n. 6/2017 della rivista ARTEiNWorld, acquistabile nella versione digitale o cartacea.


A metaphysical Feast

LIMBO: MARCELLA VANZO’S LATEST VIDEO

by GUIDO ANDREA PAUTASSO

In his “Butterfly of Dinard” Eugenio Montale wrote: “Not being able to study Man in all his aspects and capacities, I’ve chosen his most regular and pleasant habit of eating. From the way people eat, from the choice of what they eat, and from the way they behave during their meals, I can reach some general conclusions about causes and effects.” The daily ritual of eating inspired Marcella Vanzo’s video called Limbo, shown in Studio Guenzani in Milan in 2006 and now part of “Topophilia”, an exhibition devoted to contemporary domestic life taking place in Denmark in 2017.

Vanzo is not attracted to the culinary arts and gastronomy tout court; instead, she focuses on the shared gestures of eating and highlights an idea of conviviality that goes beyond physicality. While Ettore Scola’s masterpiece movies “Fanny & Alexander” and “The Dinner” stress the mise en place of food, Limbo introduces the spectator to a cold and impersonal environment (calling to mind the space station in “2001: A Space Odyssey”) and invites him to take part in a lunch where his/her table companions – belonging to the same family, wearing neutral clothes and orthopedic protheses limiting their movements – eat minimal, dull-coloured courses served on plates and a tablecloth whose chromatic neutrality aims at highlighting the ambiguity of the feast they are attending. Accompanied by the sound of blood coursing in the artist’s veins, banqueters are all tied by a series of bands that force them to perform, in order to eat, a sort of artificial, coordinated dance that stresses the comic or tragic complexity of their gestures.

“Ties are established and loosened at the table,” Vanzo says, and, in Limbo, the observer can decide the right level of his/her emotional involvement in the (metaphysical) experience of eating.

This article is part of the n. 6/2017 of the magazine ARTEiNWorld, available on our website, in digital or paper edition.

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