Atene rifiuta 56 milioni di euro da Gucci: “Il carattere dell’Acropoli è incompatibile con una sfilata”

Gucci ha dovuto accettare un “όχι”, un no. Neanche la crisi economica che travolge il Paese ormai da anni ha convinto la Commissione Archeologica della Grecia a concedere l’utilizzo dell’Acropoli di Atene alla celebre maison. Quest’ultima avrebbe voluto affittarla, al prezzo di un milione di euro, per realizzare una sfilata che sarebbe stata ripresa per un video promozionale. Gucci avrebbe infatti pagato, oltre al milione di affitto, anche 55 milioni di euro per i diritti sulla diffusione del materiale.

“Il valore e il carattere dell’Acropoli è incompatibile con un evento di questo tipo”: questa la motivazione del rifiuto da parte della Commissione, avvalorata anche dalle parole del Ministro alla Cultura, Lydia Koniordou. “Il Partenone – ha spiegato – è un monumento importante e un simbolo universale che noi greci dobbiamo proteggere, in particolare alla luce dei nostri sforzi in corso per recuperare i marmi”. Il riferimento è alla diatriba tra gli ellenici e il governo di Londra, relativa ai 56 marmi originali del Partenone attualmente custoditi al British Museum. Custoditi senza intenzioni di restituzione, per il momento, da parte dei britannici.

La sfilata, che avrebbe visto la passerella collocarsi tra il Partenone e l’Eretteo, sarebbe durata in totale 15 minuti e sarebbe stata riservata ad un pubblico di 300 persone.

Il rifiuto arriva davvero in un momento difficile per l’economia greca, sintetizzabile nelle prospettiva di ulteriori tagli alle pensioni e aumenti delle imposte.

Il risultato è davvero uno “schiaffo morale”, come sostenuto da molti sul web, oppure siamo di fronte ad  un’occasione persa?

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