Pablo Atchugarry a Carrara

L’artista uruguaiano è classico e modernissimo

 

“Alla conquista della luce” è il titolo della mostra di Pablo Atchugarry ospitata dalla Sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale col supporto di un catalogo edito da Skira e introdotto dagli interventi critici di Luca Bochicchio, Luciano Caprile e Tiziana Leopizzi. Tale evento ha ancora una volta sottolineato l’approccio creativo del maestro uruguaiano capace di indirizzare il proprio gesto nel solco di un divenire ascensionale che profuma d’infinito. Certo, il candore del marmo di Carrara, suo primo e mai trascurato amore, sembra annunciare, nel corso della lavorazione di scavo e di ricorrente curiosità investigativa (il percorso della mano insegue i suggerimenti della pietra), quella luce interiore che chiama e promette altra luce sviluppata dall’armonico movimento delle sue articolate strutture che attraversano e vanificano il significato del tempo. D’altronde i visitatori hanno potuto assaporare un’anteprima di tale progetto compositivo nell’atrio a piano terra grazie alla presenza de La danza della vita, un imponente ulivo essiccato e recuperato dall’artista che ha interpretato i sofferti contorcimenti delle radici per elevarli a sublime narrazione artistica, a radiale invocazione liberatoria. Invece l’amplissimo e prestigioso spazio del piano superiore, rielaborato nel ‘700 in stile neoclassico, ha accolto un’installazione di marmi e di bronzi in felice colloquio con gli elementi decorativi della complessa struttura.

 

Bronzi e marmi di vari colori in dialogo con l’imponente ulivo della vita

 

D’altronde le composizioni di Pablo, classiche e modernissime nel contempo, entrano in felice sintonia con quei particolari luoghi che le sanno recepire. E la gloriosa storia del Palazzo Ducale ha ribadito tale concetto. Pertanto il marmo di Carrara, il marmo rosa del Portogallo, il marmo nero del Belgio e le opere di intensa e variabile tonalità scaturite dalla fusione non solo hanno scandito il suggestivo ambiente con la loro distillata presenza, ma hanno instaurato un mirabile colloquio con le statuarie figure della sala. Da lì è partito e si è sviluppato il crescendo narrativo delle sue sculture proiettate verso un maestoso altare che ne ha accolto ed esaltato la progressiva conquista della luce, coinvolgendo emozionalmente tutti coloro che sono entrati in empatica sintonia col divenire di un simile percorso. Così Pablo Atchugarry ci ha stupito ancora una volta attraverso la magia della sua arte.

 

 

Pablo Atchugarry
Alla conquista della luce
Palazzo Ducale
Genova
Testi di
Luca Bochicchio
Luciano Caprile
Tiziana Leopizzi

William Montedomini

 

 

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