di Roberto Capitanio

Le ultime aste milanesi tenute presso Christie’s e Sotheby’s hanno confermato il trend crescente delle aggiudicazioni di Piero Dorazio, che ormai dal 2012 continua a salire indicando che sulle sue opere si può investire in tutta sicurezza. Basti considerare che negli ultimi 5 anni le quotazioni relative ai dipinti su tela (in termini di coefficiente) del maestro romano sono più che raddoppiate.

Sempre a proposito di investimenti è fin troppo facile parlare di Lucio Fontana, che tra Amsterdam e Milano ha visto aggiudicare una ventina di lotti di cui praticamente tutti oltre la stima massima prevista dagli esperti di Christie’s e Sotheby’s, confermando se mai ve ne fosse bisogno che i collezionisti (e gli investitori) sono sempre alla ricerca delle opere dell’italo-argentino, sia che si tratti di tagli, di teatrini, di buchi o di sculture, non facendo differenza se realizzate su tela, su carta o in terracotta.

Un discorso a parte, invece, merita Paolo Scheggi che dopo i vari record del 2015 sta andando verso quotazioni, pur sempre molto importanti ma certamente più accessibili (si parla comunque di centinaia di migliaia di euro) facendo denotare una essione presumibilmente dovuta, però, alle più ridotte dimensioni delle opere che vengono attualmente proposte dal mercato rispetto a quelle degli anni della sua esplosione.

Il top lot dell’asta primaverile di Poleschi (un 70×70 su bachelite del 1971 di Vincenzo Agnetti) ha confermato le ottime aggiudicazioni ottenute da questo artista nelle ultime sessioni di Christie’s e Sotheby’s riservate all’arte contemporanea italiana, facendo denotare un interesse sempre vivo e importante nei riguardi dell’artista lombardo. A conferma di quanto detto citiamo Permutabile, acquisito a 93.750 euro nell’ultima asta milanese di Sotheby’s, dipinto che si colloca soltanto al settimo posto nella classi ca delle maggiori aggiudicazioni di Agnetti ma le opere che precedono questo acrilico su legno di 60×60 centimetri sono tutte molto più grandi e quindi necessariamente più costose.

È doveroso riferire degli ottimi risultati ottenuti a New York da Cy Twombly, altro italiano di adozione, che nelle aste di arte contemporanea internazionale di metà maggio tenute da Christie’s e Sotheby’s ha conquistato 2 top lot e un quinto posto, per un totale di oltre 57.000.000 di euro (in dettaglio: Leda and the swan, 191×200 centimetri su tela del 1962, 47.450.000 euro; Untitled – Rome, 59×79.3 centimetri su tela del 1957, 2.240.000 euro; Silex scintillans, 148.9×132.1 centimetri su carta del 1981, 7.490.000 euro). Leda and the swan è la maggiore terza aggiudicazione di sempre fra le opere di Twombly.

Come detto nei numeri precedenti non poteva mancare Jean-Michel Basquiat fra i protagonisti delle ultime aste internazionali di Hong Kong e New York, il quale con Untitled, una tecnica mista su tela di 183.3×173 centimetri del 1982 ha quasi raddoppiato il record di 50.350.000 euro ottenuto appena 12 mesi fa da Christie’s. Questa volta è stata Sotheby’s a beneficiare delle importanti provvigioni che spettano alla casa d’aste, visto che chi ha portato in collezione l’opera dell’americano ha dovuto pagare 98.580.000 euro. In realtà Basquiat ha portato utili anche a Christie’s, visto che nell’asta newyorkese ha venduto Le Hara, una sua opera su tavola di 181.9×121.3 del 1981 a 31.376.000 euro.

Infine una menzione per Cinzia Pellin, artista italiana che nella recente asta di Poleschi riservata ai grandi maestri ha ottenuto 2 buone aggiudicazioni a conferma che nei dipinti la qualità è sempre ambita anche se l’autore (o autrice) ancora giovane. Per la cronaca Marylin, un olio su tela di 200×150 centimetri del 2011, è stato esitato a 11.250 euro, ovvero al doppio della base d’asta prevista.

Questo articolo fa parte del n. 4/2017 di ARTEiNWord. È possibile acquistare la rivista nella versione online o cartacea.


by Roberto Capitanio

Basquiat setting records

FONTANA HIGHLY IN DEMAND, DORAZIO ON THE WAY UP

The latest Milanese auctions held at Christie’s and Sotheby’s confirm the growing  trend for Piero Dorazio’s works; since 2012, their prices have been constantly on the rise, showing that his works are a safe investment. Suffice it to say that the estimated selling prices of his canvases (in terms of coefficient) have more than doubled over the last 5 years. Talking about investments, it is all too easy to mention Lucio Fontana, whose 20 lots
on offer in Amsterdam and Milan have all been sold with hammer prices exceeding high estimates by experts at Christie’s and Sotheby’s, confirming – if necessary – that collectors (and investors) are always on the look for works by the Italian-Argentinian artist (be it cuts, teatrini, holes or sculptures, be the work on canvas, paper or terracotta).

Paolo Scheggi deserves special mention, as the estimated selling prices of his works – although still remarkable – have become more reasonable since his many 2015 records (we are still talking about hundreds of thousands of euros). This reduction in price is presumably due to the smaller dimensions of the works presently on the market, compared to those auctioned over the last years. The top lot sold at Poleschi spring auction (a Vincenzo Agnetti on bakelite, 70×70 cm, 1971) confirms the excellent hammer prices at which Agnetti’s works were sold at Christie’s and Sotheby’s auctions devoted to Italian contemporary art, revealing an evergreen interest in this skillful artist. In confirmation of this, Permutabile (acrylics on wood, 60×60 cm) was sold at Sotheby’s last Milanese auction for 93.750 euros and classifies only seventh in the rank of Agnetti’s best auction prices, although the first 6 works are all larger and obviously more expensive.

It is also right to mention Cy Twombly’s remarkable results in New York. Another adopted talian, Cy Twombly ranked first 2 times and fifth once, selling Leda and the Swan (canvas, 191×200 cm, 1962) for €47.450.000, Untitled – Rome (canvas, 59×79,3 cm, 1957) for €2.240.000, and Silex scintillans (paper, 148.9×132.1 cm, 1981) for 7.490.000, totalling €57.000.000 at the first international auction of contemporary art held at Christie’s and Sotheby’s in mid-May. Leda and the Swan is the Twombly’s third best hammer price ever.

As already said in other issues, Jean-Michel Basquiat has been one of the protagonists of the most recent international auctions held in Hong Kong and New York. His Untitled (mixed media on canvas, 183.3×173 cm, 1982) almost doubled Basquiat’s record hammer price of € 50.350.000, achieved 12 months before at Christie’s. This time, it was Sotheby’s that earned the high commissions due to the auction house, inasmuch the collector bought the American artist’s work for € 98.580.000. Instead, Christie’s reaped profits from Basquiat in New York, where Le Hara (panel painting, 181.9×121.3, 1981) was sold for € 31.376.000.

In closing, we mention Cinzia Pellin and her two works sold for a high price at a Poleschi auction devoted to great masters as proof of the collectors’ growing interest in the young artist. For the record, her Marylin (oil on canvas, 200×150 cm, 2011) was sold at € 11.200 (two times the starting price).

This article is in the n. 4/2017 of ARTEiNWORD. You can buy the magazine, digital or paper edition.

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