02.GIUSEPPE VENEZIANO La creazione della mascherina, 2020

L’esempio dell’arte colta e popolare di Giuseppe Veneziano

Nel periodo della reclusione collettiva e del distanziamento sociale il mondo dell’arte contemporanea ha massicciamente occupato la rete proponendo quotidianamente contenuti. E ha fatto più di quanto, un po’ peregrinamente, proponeva il ministro Franceschini con la creazione di una “Netflix della cultura” (A proposito: che fine ha fatto?). Critici, curatori, galleristi, direttori di musei, collezionisti e soprattutto artisti, a rischio di sembrare un po’ troppo presenzialisti, si sono dati da fare per mantenere viva l’attenzione su un sistema al collasso e hanno fatto, così, da collante social per tutta la filiera dell’arte contemporanea.

Tra gli artisti più fecondi si è distinto Giuseppe Veneziano, che ha alternato la pratica pittorica all’organizzazione di una serie di incontri virtuali con critici e curatori, da Vera Agosti e Luca Beatrice ad Angelo Crespi, da Andrea Del Guercio e Giacinto Di Pietrantonio a Valerio Deho, da Luca Nannipieri ad Alessandra Redaelli, fino al sottoscritto. Confronti, interviste e discussioni sui più svariati argomenti sono documentati, oltre che dai video, anche da una curiosa produzione grafica, fatta d’inviti e locandine che diventeranno memorabilia per un futuro post-Covid-19.

Ha mostrato al popolo della rete il suo modo di fare pittura

Attraverso le sue quotidiane “dirette” serali, Veneziano ha portato avanti il suo discorso su un’arte insieme colta e popolare, in bilico tra presente e passato, tra storia dell’arte e attualità mostrando al popolo della rete il suo modo di fare pittura. Passando dal disegno all’acquarello fino alla tela finita, l’artista ha interpretato ansie e paure ai tempi della quarantena, ispirandosi ora alla cronaca, ora ai maestri del rinascimento italiano. Piegando le iconografie antiche allo spirito di questo presente sospeso, e adattandole ai codici figurativi di un’arte pop e universalmente comprensibile, Veneziano ha generato una grammatica visiva che è, insieme, commento e dichiarazione d’intenti, testimonianza e programma di ricostruzione.

Così, il San Sebastiano e La Venere della mascherina (entrambi ispirati da Tiziano), come pure il leonardesco Corona mundi, i raffaelleschi La Madonna della sanificazione e Trump contro il Corona Virus e, per finire, il michelangiolesco La creazione della mascherina, impaginano il racconto di una parabola collettiva in cui trovano posto non solo il martirio e la sofferenza, la paura e la lotta che hanno segnato questi nostri giorni infausti, ma anche il sogno di una imminente rinascita.

Ivan Quaroni

 

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