Artissima 2018 - Torino

Arrivata alla venticinquesima edizione, questa prestigiosa fiera è diventata matura, ma non per questo meno fresca: resta una ballerina instancabile che ha compiuto evoluzioni e piroette dal 2 al 4 novembre. Solcare l’ingresso dell’OVAL significa ritrovarsi in una sala da ballo dove l’aria è elettrica e il clima frizzante. Si percepisce una frenesia collettiva, in cui tutti si aspettano di girare l’angolo e restare a bocca aperta. Cellulare alla mano in modalità “scatto compulsivo” per non perdersi colpi di scena, vip o un artista che improvvisa una salsa cubana in mezzo alla folla.

Quest’anno ad Artissima il respiro è stato davvero internazionale. 94 gallerie affermate e 14 giovani, 19 stand curati con uno, due o tre artisti in dialogo e 18 monografici, 9 di stampe e multipli, 21 alla riscoperta degli anni 1980-94, 23 dedicati al disegno e 15 al suono.

Il trend della fotografia sta continuando a guadagnare terreno a discapito della pittura da cavalletto; hanno sfilato sul red carpet Vanessa Beecroft, Michele Zaza, Thomas Ruff, Jonathas de Andrade, Stan Douglas e molti altri.

Non è stato incoraggiante, purtroppo, notare che le gallerie straniere non avessero invitato a questo Gran Galà quasi nessun artista italiano. Gli addetti ai lavori del Bel Paese hanno giustamente proposto i connazionali, ma non esclusivamente. Si è visto Pedro Cabrita Reis, Peter Halley, Daniel Buren, Lynda Benglis, Anthony Gormley e Pe Lang con un lavoro che ha meritato le numerose storie su Instagram: Moving Objects.

Ancora solida la pittura analitica e l’arte cinetica, anche se sempre più orientata verso le installazioni.

Le nuove proposte sono state abbondanti, anche se una considerevole parte è rimasta anonima per la mancanza di una riconoscibilità tale da consentire di emergere dalla massa.

La cura con cui è stato organizzata questa fiera è rimarchevole. Chiarezza nel percorso di visita, meeting point accessibili e collocati in modo da non risultare invadenti, buona gestione dei visitatori e distribuzione omogenea nei vari stand. L’affluenza è stata notevole: oltre 50.000 visitatori. Un gran ballo, un vero valzer del contemporaneo.

Cesare Orler

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