ArtePadova 2018

Tanto pubblico per il trionfo della pittura-pittura

Fiera di Padova, ventinovesima edizione, 16-19 Novembre.

Un mese esatto dopo la fiera di Verona, l’altra fiera veneta di una certa rilevanza. In mezzo ci sono state Artissima a Torino e Grandart a Milano. Ci si chiede a che cosa possa servire una fiera così. Serve al collezionista amante del classico. Colui che non vuole azzardarsi a camminare nelle sabbie mobili degli artisti contemporanei emergenti, o meno noti al grande pubblico.

A Padova, hanno sempre molta presa gli artisti che hanno operato in ambito veneto come Emilio Vedova, Giuseppe Santomaso, Virgilio Guidi, Bruno Saetti, Riccardo Licata, Tancredi Parmeggiani. Oltre a questi, si associano spesso e volentieri quelli più blasonati come Afro Basaldella, Piero Dorazio, Mario Tozzi, Achille Perilli, Carla Accardi, Giuseppe Capogrossi, Giorgio de Chirico, Georges Mathieu.

Un artista nettamente meno presente rispetto alla fiera di Verona è stato Vasarelij, in favore di Alberto Biasi, che ha dominato nel campo dell’optical art. Restano molto rappresentati Getulio Alviani, Pino Pinelli, Giosetta Fioroni, Elio Marchegiani, Pablo Atchugarry, Claudio Olivieri e Ugo Nespolo. I due onnipresenti sono stati Piero Gilardi e Jorrit Tornquist, di qualsiasi anno, formato, misura e prezzo.

ArtePadova 2018
ArtePadova 2018

Le mode sono rimaste invariate: dalla pop art italiana alla pittura analitica, dall’arte povera allo spazialismo. Pochissimi Castellani, a causa delle cifre astronomiche, ma al tempo stesso tanti Bonalumi. Si conferma il gusto per la pittura “vecchia maniera” e si respira l’aria dei nomi più classici. L’affluenza non è stata indifferente e la fiera continua a essere un evento che polarizza molta attrazione e favorisce la conoscenza tra artisti, collezionisti e galleristi.

Un merito non indifferente va riconosciuto agli addetti ai lavori, la qualità: opere cercate con cura per offrire ai visitatori il massimo valore artistico.

Cesare Orler

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