HAUSAMMANN GALLERY, Art Basel Miami Beach Pop-up 2019

Il mastodontico Convention Center raccoglie le principali gallerie internazionali

La 49a edizione della più mondana fiera d’arte al mondo non ha di certo lasciato insoddisfatto chi si aspettava un evento spettacolare. L’estensione degli spazi espositivi è tale da aver ormai valicato i confini stabiliti dagli organizzatori e ha preso il controllo dell’intera Miami Beach e di buona parte di quella Downtown diventata modaiola in ogni sua sfaccettatura. Qualsiasi spazio commerciale non ancora occupato dalle grandi firme si trasforma in galleria per artisti improvvisati, o vetrina per improbabili collezionisti di altrettante bizzarre opere d’arte. Il fulcro della manifestazione rimane il mastodontico Convention Center; strategicamente posizionato al centro di Miami Beach è il luogo dove le più importanti gallerie del mondo si contendono il primato, sfoggiando grandi maestri del XX e XXI secolo. All’ingresso, una serie di dipinti di Lucio Fontana non lasciano dubbi riguardo a chi mantenga ancora saldamente il titolo di vero rivoluzionario dell’arte contemporanea. La Galleria Tornabuoni (Firenze) attira l’occhio del visitatore con grandi tele di Lucio Fontana, per l’appunto, di Alberto Biasi e Alberto Burri. La Galerie Templon (Parigi) decide di far parlare facendo leva sul puritanesimo WASP. Esponendo i nudi di Oda Jaune e dell’irriverente David Lachapelle, fa abbassare lo sguardo anche agli esperti d’arte più navigati. Max Hetzler (Berlino) dimostra un fiuto formidabile per la scelta di giovani artisti. Un esempio fra tutti: Giulia Andreani; pittrice parigina di origine veneziana, i suoi dipinti non rimangono appesi alle pareti per più di quindici minuti dall’inizio della fiera e devono essere spostati nel privée riservato agli acquisti dei collezionisti facoltosi.

A vincere mediaticamente questa edizione 2019 è la coppia Perrotin/Cattelan. Con il provocatorio Comedian (Banana and Tape), l’artista fa scivolare sulla sua buccia l’intero mondo dell’arte. Trovata di marketing geniale, per il numero di persone in coda per scattare un selfie vicino al frutto, e per la moltitudine di giornalisti intenti a identificare il coraggioso acquirente dell’opera. Verrà sostituita più volte, fino a quando David Datuna deciderà di divorarla con la scusa di una performance dal titolo Hungry Artist. Meno pretenziosa come dimensione, ma non quanto a qualità artistica o a impatto visivo, Art Miami a Town Square. Giunta alla trentesima edizione, all’interno di una tensostruttura alle porte di Downtown, contiene 250 gallerie che mostrano artisti accomunati da una produzione dai materiali e colori esageratamente sgargianti. Caratterizzata da una forte presenza di espositori statunitensi, risulta adatta a BelAirArt con le proposte di Alec Monopoly, Jeff Koons e Mr Brainwash. Decide di giocare forte anche Opera Gallery, con lavori di Fernando Botero, Keith Haring e Marc Chagall. A pochi passi da Art Miami, Wynwood Art District è diventato il paradiso per street artist e writer. L’intero quartiere è al centro di una imponente produzione metropolitana, dove i muri sono colorati da irriverenti murales. Girando per le due lunghe arterie, si perde il conto delle gallerie con pareti tappezzate da bombolette spray, a cui succedono locali alla moda dove si può assaggiare davvero qualsiasi tipo di cucina. In questo contesto, si posiziona adeguatamente Hausammann Gallery, da diversi anni a Miami. Lavora prevalentemente con street artist: il punto di riferimento per chi vuole accrescere la propria esperienza in un mercato in forte espansione, non solo durante Art Basel.

Diego Cicciarella

 

 

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