Antonio Salinari Le porte della conoscenza

Dai frammenti del passato un nuovo rapporto opera-fruitore

 

La storia delle sculture in multiessenza di Antonio Salinari cominciò nel 2016, quando conobbe Romolo e i suoi lavori: porte, tavoli, credenze e cassettiere finemente intarsiate. Romolo, un intagliatore-ebanista di 85 anni, era una persona di poche parole, ma diventava davvero intrigante quando parlava del suo lavoro: ”…il mestiere d’artigiano – diceva – non te lo insegna nessuno, lo devi rubare te, devi avere gli occhi in giro, perché non ti insegneranno mai il 100%, capito?…”. Per l’artista, il lavoro di Romolo esprimeva quell’artigianato alto fatto di pezzi unici, testimonianza del gusto del tempo negli oggetti quotidiani, utile a divulgare la qualità dell’arte e del bello. Era anche la rappresentazione di mani, cuori e menti che vivono con la passione del fare e del fare bene. La sua era un’arte fruibile, collegata al proprio tempo. Nella sua lunga carriera Romolo aveva accumulato, nel doppio box condominiale, migliaia di ritagli di pregiati legni nostrani ed esotici utilizzati per il restauro di importanti edifici storici torinesi. A seguito dell’ultimatum dell’amministratore del condominio: “o fuori i legni o fuori tu”, a malincuore, Romolo mostrò ad Antonio le cataste di sfridi e assi coperti da ragnatele e polvere e gli disse: “puoi prendere tutto come legna da ardere, ma devi fare in fretta”.

 

Il progetto “Tentativi di volo” simboleggia la necessaria continuità con l’alto artigianato della tradizione italiana

 

Lo scultore non se lo fece ripetere; raccolse tutti quei legni e li portò nella sua casa in montagna, pensando inizialmente di bruciarli nel camino. Con il passare del tempo, però, si fece sempre più strada in lui l’idea che, racchiusi in quei frammenti, fossero rimasti un po’ dei segreti, della conoscenza e dell’abilità manuale di Romolo. No – pensò – non si potevano bruciare. Trascorse qualche mese prima che gli arrivasse l’illuminazione per realizzare una scultura innovativa: combinò questi differenti frammenti del passato utilizzando sia antiche tecniche manuali di lavorazione che la tecnologia digitale, una parte significativa del suo background. Il riuso dei legni di Romolo oltre a rappresentare la salvaguardia dell’ambiente, il richiamo alla tradizione e a ispirare l’innovazione estetica, ha stimolato in Antonio Salinari il progetto “Tentativi di volo”: manufatti che simboleggiano sia la nuova bottega artigiana del terzo millennio che il ritorno a un’arte utile. Si tratta di installazioni costituite dall’unione solidale di una scultura nella sua cornice, che ricontestualizza l’opera in una casa, in uno studio, in un’azienda, affinché il soggetto fruitore la possa riempire di sé con libri e oggetti che sono l’emblema dei propri valori.

Edoardo Simonetti

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