ANDY WARHOL. SARZANA È POP

FORTEZZA FIRMAFEDE
Sarzana (SP)

A cura di/Curated by MATTEO BELLENGHI, EUGENIO FALCIONI

FINO/UNTIL 03/03


di ISABELLA MICHETTI

IN MOSTRA 200 OPERE PER DESACRALIZZARE MITI E CELEBRARE BENI DI CONSUMO

Warhol, il cantore del boom americano

Da un lato le grandi piazze dell’arte contemporanea, sparute metropoli dalla sterminata o erta culturale. Dall’altro, per certi versi opposta, la realtà delle numerose cittadine di provincia, vestali di ritmi di vita più distesi. Su questo potenziale ancora intentato scommette “Andy Warhol. Sarzana è pop”, in corso fra i bastioni della fortezza Firmafede: retrospettiva che si avvale di oltre 200 tra serigrafie, acquerelli, polaroid a coprire i decenni dagli anni ’50 agli ’80 del ‘900. Sono gli anni del II dopoguerra, è l’America del boom. Le nuove tecnologie fomentano la corsa al benessere attraverso la pubblicità, bombardamento per immagini che diviene presenza ordinaria e invasiva.

I sociologi vaticinano tragiche derive della massificazione dei comportamenti sollecitata dall’attitudine all’imitazione; il consumismo così indotto attecchisce, imperversa, si fa carattere predominante di un’era nuova. Il futuro è però di chi sa cogliere nel mutamento una possibilità; Warhol la individua ed edifica un concetto di arte inedito sulle macerie di un ideale ormai obsoleto, avvicinando le grandi masse alla sua fruizione.

Per leggere l’articolo integrale, acquista il n. 1/2018 della rivista ARTEiNWorld, disponibile nel nostro SHOP, nella versione digitale o cartacea.


by ISABELLA MICHETTI

HOMAGE TO THE POP ART GURU

Warhol, the epic Poet of the American Boom

On the one hand, there are the large squares of contemporary art, minor metropolis with limitless cultural opportunities. On the other hand, there are many small provincial towns, the guardians of less chaotic rhythms of life.

“Andy Warhol. Sarzana è pop” (“Andy Warhol. Sarzana is pop”) bets on the still unused potential of provincial town. Housed in the bastions of Firmafede fortress, this retrospective exhibition features over 200 works, including silk-screen prints, watercolours, and polaroid shots created from the 1950s to the 1980s. We are in the years after World War II, when America was booming. New technologies foster the race to wealth through ads, barraging people with ever-present, invasive images.

According to the sociologists of the period, the massification of behaviours generated by imitation would lead to dramatic outcomes; the ensuing consumerism takes root, ravages and becomes the leading feature of a new age. The future belongs to those who can see the opportunities in change, though; Warhol identifies a brand new idea of art and develops it on the ruins of an outdated ideal, putting the masses in contact with art fruition.

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