Gilberto Zorio e Fabio Viale alla Galleria Poggiali

Una fiera in crescita
Diverse le gallerie internazionali di livello, ma i collezionisti comprano in quelle italiane

Dal 5 al 7 aprile si è tenuta l’ultima edizione della fiera d’arte moderna e contemporanea di Milano: Miart.

Sotto la guida dell’attento Alessandro Rabottini, ha brillato come l’evento fieristico più internazionale e meglio organizzato d’Italia in questo 2019. Considerando che l’unica concorrente al titolo potrebbe essere Artissima, nel peggiore dei casi diventerebbe la seconda ma dovremo aspettare il prossimo novembre per stabilirlo. Insieme alle più importanti gallerie italiane (parte di queste non parteciparono ad Arte Fiera) hanno esposto, con stand di massimo rispetto, Marian Goodman Gallery, Hauser & Wirth, Galerie Thaddeus Ropac e altri big internazionali. La proposta artistica è stata aggiornata, di eccelsa qualità e soprattutto ben diversificata, a dimostrazione che non c’è alcun bisogno di imporre vincoli agli artisti portati dalle gallerie in nome della “chiarezza espositiva e capacità di lettura” tanto esaltata da Simone Menegoi.

Non c’è stato un solo nome inflazionato e vari stand hanno scelto di esporre singoli artisti in controtendenza rispetto alle mode imperanti in questo periodo, riuscendo però a creare delle vere e proprie mostre di notevole spessore come nel caso di Eidos Immagini Contemporanee con Sebastian Matta e Dellupi Arte con Serpan (senza dubbio l’opera dalle dimensioni più grandi di tutta la fiera).

Affluenza record e soddisfazione generale da parte degli espositori, nonostante sia stato notato da molti un meccanismo piuttosto bizzarro. Gli stand con meno affluenza sono stati quelli di alcune grosse gallerie straniere. Sembra che il pubblico desideri la presenza di questi competitors perché dona respiro internazionale alla fiera e infonde sicurezza, ma poi la scelta ricade sulle gallerie italiane quando si tratta di metter mano al portafoglio.

Entusiasmante anche la sezione Emergent con un plauso alla galleria Vin Vin il cui stand che si è aggiudicato il premio LCA per l’incredibile allestimento site-specific del lavoro di Saskia Te Nicklin.

Altri eventi davvero apprezzati sono stati i talks di Miartalks che hanno focalizzato l’attenzione sul tema del bene comune. Durante quello avvenuto venerdì 5 aprile alle 12:30 tra Michelangelo Pistoletto, Francois Quintin e Matteo Lucchetti non c’erano nemmeno più sedie a disposizione e di solito alle fiere i visitatori che assistono a queste attività collaterali sono mosche bianche.

Con queste premesse, questi sviluppi e questi risultati, possiamo sperare in un futuro ulteriore miglioramento che potrebbe eleggere Miart a evento di punta non solo italiano ma addirittura europeo.

Cesare Orler

SHARE

Related Post