A Venezia rivive “Babilonia” con la mostra di Antonio Giancaterino

Antonio Giancaterino
Babilonia
Spazio Micromega
Campo San Maurizio, 2758
Venezia

a cura di Myriam Zerbi

2/02-24/02, h 16-19.

Equilibrio Continuo

Sargon II

Nell’era del virtuale, lo scultore Antonio Giancaterino, ripensando a Babilonia, ha voluto costruire un catalogo della sua opera, tutt’altro che virtuale, disegnando le figure del suo repertorio, a memoria, sull’argilla fresca, con una strumentazione primordiale – un pezzetto di legno appuntito e le dita- ripensando agli scribi di un tempo lontano. Un incontro a cinquemila anni di distanza, dal terzo millennio a.C. al terzo millennio d. C, dalla Bassa Mesopotamia – dove Sumeri e Assiro-Babilonesi, con l’invenzione della scrittura, traghettano l’umanità dalla Preistoria alla Storia- a Venezia, dove Giancaterino traccia figure in bassorilievo, presenze tridimensionali in bilico tra limpidezza iconografica e elusività del mistero. Depurate da effimeri particolarismi, sospese, portano in sé ciascuna il proprio enigma. Creare è far uscire l’idolo dalla materia. Insieme a uomini, donne, cavalli nello spazio della rappresentazione prendono forma quei concetti che da sempre fanno parte del pensiero dell’uomo: bellezza, amore, conflitti, pace e le emozioni che, importanti e preziose, sono le stesse, per l’essere umano di millenni or sono come per quello del nostro tempo tecnologico. Solenni e essenziali, le creature dello scultore, con delicata forza, consegnano al frastuono del mondo l’incanto del desiderio.