Due momenti per raccontare Minimalia, il nuovo, articolato progetto di arte sociale del collettivo DMAV_Dalla maschera al volto: il primo, presentato in collaborazione con il Festival vicino/lontano di Udine ha luogo dall’11 al 28 maggio presso il Make Spazio Espositivo; il secondo, lanciato all’interno del Festival Conoscenza in Festa, si svolge dal 28 giugno al 23 luglio in uno degli spazi da rigenerare scelti dal Comune di Udine, lo storico locale di Via delle Pelliccerie 3.

L’iniziativa è realizzata con il patrocinio del Comune di Udine e la collaborazione di Casa Cavazzini, PSG Partnership Studies Group dell’Università degli Studi di Udine e Confindustria UD-Gruppo Giovani.

In occasione della presentazione del progetto, venerdì 12 maggio alle ore 18, nell’ex Chiesa di San Francesco, avrà inoltre luogo un incontro con Babatwoosh, la veggente digitale di origine islandese, che per la prima e unica volta porta in Italia le sue visioni di sviluppo.

La carismatica Babatwoosh, “signora dallo sguardo doppio”, a molti già nota per le sue operazioni di spiritualità digitale, ha fondato un movimento di consapevolezza sempre più in crescita a livello internazionale. La veggente compirà un rituale di purificazione dello spazio espositivo per svelare la dimensione del sacro nella nuova spiritualità digitale. Il pubblico presente avrà l’occasione di assistere al momento dell’apparizione e potrà avere un’esperienza diretta dell’intensità e dell’energia di Babatwoosh prendendo parte a un grande rito collettivo.

Minimalia è esposizione, performance, dibattiti che si snodano intorno a un unico spunto concettuale e che invitano a riflettere su un tema di grande attualità: in un’epoca di identità informatiche, relazioni digitali, dinamiche virtuali, siamo forse una miriade di punti immersi in relazioni sempre più vuote? La nostra capacità di conversazione è sopravvissuta?

La mostra crea un rovesciamento di prospettiva in cui tutto è fuori scala: microcosmi depressivi abitati da persone in miniatura e perfettamente arredati in cui coltivare i nostri sogni di successo e felicità, e ambienti enormi al confine tra gioia e ossessione invasi da texture composte da minuscole notifiche social, segno pulsante e ossessivo dei nostri tempi che sembra essere diventato più importante di ciò che avviene davanti ai nostri occhi.

Protagonista del primo atto della mostra, quello che ha luogo al Make Spazio Espositivo dall’11 al 28 maggio in concomitanza e in partnership con il Festival vicino/lontano, è la serie Little Town: composizioni fotografiche, piccoli diorami in cui vivono microscopici essere umani assorbiti e affascinati da grandi immagini di sfondo che creano una tensione tra gli spazi, una vicinanza e una convivenza forzate.

“Aiutiamo gli abitanti di Minimalia a trovare la loro relazione e il loro amore – esorta tra il serio e il faceto Alessandro Rinaldi, leader del collettivo artistico -. Diamo corpo alle loro relazioni, continuiamo a guardarli. Come se fossero per noi un minuscolo specchio per il nostro crescente disorientamento”.

Texture è il fulcro della seconda parte dell’esposizione, dal 28 giugno al 23 luglio in Via delle Pelliccerie 3. Lo spazio è trasformato in una Total Room, ambiente nel quale il visitatore può immergersi nell’esperienza disorientante della Texture: grandi immagini di forte impatto visivo che ritraggono soggetti ispirati alle filosofie orientali, quindi apparentemente rasserenanti, ricoprono le pareti e le suppellettili della stanza. Solo osservate da vicino le figure rivelano la presenza di tantissime piccole notifiche che si ripetono ossessivamente creando la trama delle immagini.

Accanto alla presentazione di opere, performance e installazioni, Minimalia propone un processo di scrittura collettiva, curato da Francesco Varanini e Nicola Gaiarin, che gravita attorno ai temi di progetto coinvolgendo studiosi ed esperti provenienti da mondi diversi. Tale percorso intende promuovere forme di interazione diretta e aperta con il pubblico per tutta la durata della manifestazione attraverso incontri ed eventi.

Come accaduto con la manifestazione #Numbers dello scorso anno, anche Minimalia verrà raccontata all’interno di THE INDEPENDENT, il progetto ideato dal MAXXI di Roma a cui DMAV aderisce come collettivo artistico indipendente. Recente, è inoltre la sinergia attivata con NESXT, network internazionale indipendente di arte, cultura e innovazione, con sede a Torino.

Cos’è DMAV – Dalla maschera al volto

DMAV è un collettivo di arte sociale che crea installazioni ed eventi di agitazione empatica entrando in relazione con le comunità e generando percorsi di consapevolezza sociale. Propone un’esperienza artistica ad alto livello di interazione utilizzando forme espressive, linguaggi e media diversi. Ricorrendo alla fotografia, alla performance, a videoinstallazioni, a creazioni di design, ad ambientazioni musicali elettroniche, DMAV crea spazi immersivi nei quali fare entrare le comunità per accedere a visioni dei futuri possibili.

Per questo progetto DMAV, la cui formazione è in continua evoluzione, è composto da Alessandro Rinaldi, Nicola Gaiarin, Marzia Nobile, Gianni Barbon e Davide Grazioli.

Informazioni utili

Titolo Minimalia
Ideata da DMAV_Dalla maschera al volto
Con il patrocino di Comune di Udine

Inaugurazione mercoledì 10 maggio ore 18, Make Spazio Espositivo, Palazzo Manin, via Daniele Manin 6/A, Udine

Date 11 maggio – 23 luglio 2017

Prima fase:
Performance: venerdì 12 maggio 2017 ore 18, ex Chiesa di San Francesco, Via Beato Odorico Da Pordenone 1, UD
Mostra: 11 – 28 maggio 2017

Seconda fase:
Mostra: 28 giugno – 23 luglio 2017

Sedi
Mostra 11 – 28 maggio: Make Spazio Espositivo, Palazzo Manin, via Daniele Manin 6/A, Udine
Mostra 28 giugno – 23 luglio: Via delle Pelliccerie 3, Udine

Orari apertura mostra da giovedì a sabato, h. 16.30 – 19.30 e domenica, h. 10.30 – 12.30 e 16.30 – 19.30

Ingresso libero

Info al pubblico tel. 328.3374621 | info@dallamascheraalvolto.it |www.dallamascheraalvolto.it

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