Helidon Xhixha - Forte dei Marmi

DAL LUNGOMARE AL FORTINO LE OPERE DI XHIXHA
Dopo l’acciaio, l’incontro folgorante con il marmo

 

IL DIALOGO FRA ARTE, ARCHITETTURA
E PAESAGGIO CONTINUA NELLA CAPITALE
DEL TURISMO ESTIVO, A DUE PASSI DALLE CAVE

 

La scultura può rappresentare o essere. La seconda attitudine è figlia delle avanguardie artistiche e della libertà del linguaggio, ma affonda le radici nella maestria dei grandi scultori della tradizione rinascimentale. Così le superfici si liberano, fluide, si fondono in masse d’acciaio e marmo, modulate all’interno e all’esterno come esseri viventi, pelle fuori e muscoli dentro. Si muovono, scivolano nello spazio, riflettono la luce, si piegano, sono oggetti plastici. La scultura di Helidon Xhixha segue questa traiettoria, è organica, viva, figlia della linea curva più che della perpendicolare.

Nato a Durazzo in Albania nel 1970, Helidon Xhixha trascorre l’infanzia nello studio del padre pittore, che lo indirizza verso la scultura. Studia a Tirana, alla Kingston University di Londra e si laurea nel 1999 all’Accademia di Brera. La sua ricerca plastica è coerente fin dagli esordi.

In principio c’era l’acciaio, malleabile, trasformato dall’artista in sculture espressive. Un’eloquenza che si riscontra soprattutto nelle opere monumentali, dalla “Renaissance of Towers” di Stresa del 2002, ai “Riflessi di Storia” al Palazzo Presidenziale di Tirana del 2012, al “Thunder Light” di Miami del 2015. Fino all’ “Iceberg” presentato alla Biennale di Venezia del 2015: una punta d’acciaio che spunta dal mare della laguna come i ghiacci ai poli.

 

IL METALLO E LA PIETRA SI ALTERNANO
IN UN PERCORSO DI OPERE MONUMENTALI
CHE SI SNODA TRA IL LUNGOMARE E IL CENTRO

 

Poi, la folgorazione: Helidon Xhixha incontra il marmo. Nel 2016, spinto dalla volontà di confrontarsi con i grandi scultori del passato, realizza una mostra personale nella città di Pietrasanta sperimentando diverse tipologie di marmo provenienti dalle cave dell’azienda Henraux S.p.A. Un incontro determinante che completa la sua formazione e ridefinisce la sua poetica. Da quel momento l’acciaio e il marmo dialogano, si alternano. Nel 2017 l’artista si confronta con l’architettura e il paesaggio rinascimentale del Giardino di Boboli e degli Uffizi di Firenze, per poi approdare nell’aprile del 2019 a Lugano con la mostra “Riflessi di Luce”, in cui le sculture monumentali comunicano con la città.

Questo dialogo tra arte, architettura e paesaggio continua ora a Forte dei Marmi, che fino al 15 Settembre 2019 accoglie la mostra “Steel and Stone, The Energy of Matter”, a cura di Beatrice Audrito, realizzata da IMAGO Art Strategies. Un percorso di sculture monumentali si snoda tra il lungomare e le vie del centro. Un omaggio alla tradizione secolare della scultura toscana, ma il gioco plastico è privo di riferimenti. Le forme non rappresentano nulla, sono libere di muoversi, libere di essere semplicemente se stesse.

Paolo Magri

HELIDON XHIXHA
STEEL AND STONE.
THE ENERGY OF MATTER
FORTE DEI MARMI (LU)
A CURA DI
BEATRICE AUDRITO
REALIZZATA DA/
IMAGO ART STRATEGIES
FINO AL 15/09

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